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Cos'e' l'Affido ? Partita la Campagna Informativa per le Famiglie

Presentata ieri la campagna informativa sull'affido:L’obiettivo prioritario dell'affido – ha spiegato l’Assessore alla promozione sociale Famulari – è quello della tutela dei cittadini più piccoli (fino a 17 anni), nell’intento di garantire loro...

Presentata ieri la campagna informativa sull'affido:
L'obiettivo prioritario dell'affido - ha spiegato l'Assessore alla promozione sociale Famulari - è quello della tutela dei cittadini più piccoli (fino a 17 anni), nell'intento di garantire loro, al massimo livello possibile, tutti i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza anche quando le loro famiglie versino in condizioni di precarietà, disagio, sofferenza.

L'appuntamento, per chi ne vorrà sapere di più, è fissato per mercoledì 9 maggio, ore 18, all'Auditorium del "Revoltella", con l'incontro pubblico su "Immagini di affido. Una base sicura per crescere", curato dal Gruppo Affidi del Comune di Trieste.

Ma fin da subito, per capire meglio che cos'è l'affido riportiamo un'intervista a Elena De Cecco del Gruppo affidi ( l'itervista è tratta da Trieste Informa News On Air, programma radiofonico curato dall'ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Trieste in onda ogni giovedì alle 13 su Radioattività fm 97.5 -97.9):

1- Spieghiamo la differenza tra affido e adozione ?
L'affido familiare NON è un'adozione.
Con l'affido il bambino resta nella famiglia affidataria che loaccoglie solo per un periodo di tempo limitato e predefinito a seconda delle sue necessità e del progetto educativo concordato con i servizi sociali, durante il quale mantiene e anzi consolida i rapporti con la propria famiglia d'origine.
Con l'adozione invece il bambino perde ogni rapporto con la sua famiglia d'origine.
L'obiettivo dell'affidamento familiare non è dare un'altra famiglia al bambino, al contrario invece l'obiettivo a cui tendere è il suo rientro nella sua famiglia d'origine.
E' a quello che tutti, famiglia affidataria e operatori dei servizi coinvolti, tendono da subito.

2. Parliamo dell'affido eterofamiliare, perché esiste una distinzione vero?
Si, si distingue l'affido familiare dall'affido eterofamiliare a seconda che le persone affidatarie siano o meno parenti dei bambini/e o ragazzi/e affidati.

3. Bene, veniamo al dunque, in cosa consiste l'affido eterofamiliare?
L'affido consiste nell'accogliere temporaneamente nella propria casa un bambino o un ragazzo, dandogli tutto l'affetto e la serenità di cui ha bisogno per crescere.
E' un gesto di solidarietà a favore di bambini o ragazzi e delle loro famiglie: uno dei modi più diretti ed efficaci per aiutare un bambino la cui famiglia si trovi in difficoltà.
I bambini e i ragazzi hanno diritto a essere amati e educati nell'ambito della propria famiglia e a essere aiutati a sviluppare la propria personalità.
A volte capita che una famiglia si trovi, per motivi diversi, in difficoltà per cui i genitori non riescono a occuparsi dei figli. In queste situazioni l'affidamento familiare può essere l'intervento più adatto.

4. Che modalità di affido ci sono?
L'affido può essere residenziale o anche detto a tempo pieno quando si accoglie per un periodo un bambino nella propria casa giorno e notte.
C'è poi la possibilità dell'affido diurno, quando il bambino, pur continuando a vivere con la sua famiglia trascorre parte delle giornate con gli affidatari.
L'affidamento familiare è regolato dalla legge nazionale 184/83 che è anche la legge che parla dell'adozione, modificata successivamente dalla legge 149/2001 "Diritto del minore a una famiglia"

5. Quanti sono i bambini e i ragazzi in affido nella nostra città?
Per quanto riguarda l'affido eterofamiliare, perché ci sono anche poi dei dati significativi che riguardano l'affido a parenti, nel 2011 abbiamo avuto 29 affidi a tempo pieno, eterofamiliari appunto, e ben 128 affidi diurni.
Numeri importanti, specie per quanto riguarda l'affido leggero ma che noi vorremmo poter ampliare ancora potendo contare su un maggior numero di famiglie o single disponibili a questo tipo di esperienza, soprattutto interessati all'accoglienza a tempo pieno.

6. Per quali bambini si pensa all'affido?
Possono essere bambini e bambine o ragazzi e ragazze grandi fino ai 17 anni compiuti, italiani o stranieri: provengono da famiglie che hanno bisogno di essere sostenute nella loro funzione educativa.
Possono essere bambini e ragazzi inseriti in una comunità o che hanno già fatto in passato un'esperienza simile, o ancora che vengono da famiglie trascuranti, non del tutto adeguate, i cui genitori spesso sono più concentrati su se stessi che tendenti al benessere dei propri figli.
Spesso questi genitori non sono in grado di vedere i bisogni, le potenzialità, ma anche i disagi e i dolori dei propri figli e così diventano poco accudenti, poco protettivi, poco stimolanti.
Ogni bambino ha la sua storia, il suo percorso e la sua personalità.
A questi bambini, già spesso affaticati dalla loro storia non facile chiediamo un'ulteriore grossa fatica: affidarsi, farsi accogliere da unanuova famiglia, pur continuando a "difendere" la propria famiglia d'origine. Gestire questa doppia appartenenza, riuscire a salvaguardare la famiglia d'origine può essere molto faticoso.

7. Chi può diventare affidatario?
In parte ho risposto adesso. Può diventare affidatario un adulto capace di essere elastico, capace di comprendere le difficoltà del bambino, la sua fatica, la sua sofferenza.
Comunque la legge stabilisce che possano diventare affidatari coppie con o senza figli, sposate o conviventi e anche persone singole. Non sono fissati vincoli d'età, né viene considerato il reddito, il tenore di vita o la nazionalità.
Agli affidatari si chiede di offrire uno spazio nella propria vita e nella propria casa per accogliere un bambino o un ragazzo accettando ciò che appartiene al suo mondo, alla sua storia, alla sua famiglia, perché è con essa che tornerà. Agli affidatari chiediamo anche di comprendere la famiglia d'origine di questi bambini. Perché affido significa essere una famiglia in più e non una famiglia alternativa a quella di origine.

8. Come si diventa affidatari?
Chi decide di dare la propria disponibilità all'affido o vuole anche solo aver maggiori informazioni al riguardo può prendere contatto con il GRUPPO AFFIDI del Comune di Trieste che ha sede in via Mazzini 25.
Il gruppo affidi è una équipe multiprofessionale in cui operano un'assistente sociale, due psicologi e io che sono una educatrice. Siamo presenti dal lunedì al venerdì mattina, e anche il lunedì e il mercoledì pomeriggio, per dare informazioni e raccogliere eventuali disponibilità
E' comunque preferibile concordare telefonicamente un appuntamento. I nostri numeri di telefono sono 040 675 4391 oppure 040 657 4591. Nel caso non fossimo immediatamente reperibili è attiva anche una segreteria telefonica cui lasciare un recapito per essere ricontattati.

9. Qual è la prassi poi per diventare famiglie affidatarie?
L'affido famigliare è un'esperienza di vita intensa e coinvolgente, ma anche impegnativa.
Per questo prima di intraprenderla è necessario seguire un percorso specifico. Il gruppo affidi organizza periodicamente dei brevi corsi di informazione e formazione ma anche offre anche un percorso individuale di conoscenza reciproca (fra le famiglie e gli operatori del gruppo affidi) per acquisire maggior consapevolezza e effettuare l'abbinamento più adeguato alle esigenze dei bambini.
Proprio perché l'affido è una esperienza impegnativa le famiglie affidatarie vengono poi accompagnate e sostenute dal gruppo affidi durante tutto il loro percorso con specifici interventi di formazione, sostegno e condivisione.

10. Quanto tempo può durare un affido?
La temporaneità è appunto una della caratteristiche dell'affido, insieme al mantenimento dei rapporti con la famiglia d'origine.
La legge prevede un periodo massimo di due anni eventualmente prorogabili in base alle esigenze del bambino, al suo interesse, al suo benessere.
E qualche volta il suo interesse e il suo benessere spingono i servizi a prolungare l'affido.

11. Su quali sostegni può contare la famiglia affidataria durante l'affido?
La famiglia affidataria non è mai lasciata sola: può contare sull'aiuto del servizio sociale referente, e come dicevo prima sul sostegno offerto dal gruppo affidi sia con interventi individuali, colloqui di supporto, sia attraverso la partecipazione ai gruppi di sostegno organizzati con altre famiglie che stanno vivendo, e magari non per la prima volta, la stessa esperienza.
Inoltre la legge stabilisce di erogare un contributo mensile alle famiglie affidatarie proprio per questo loro importante impegno.
Un contributo che serve a coprire le spese che gli affidatari si trovano a dover sostenere con l'arrivo di un bambino in casa e quindi le spese per il suo mantenimento ma che è anche un riconoscimento per il faticoso impegno che gli affidatari si assumono.

Nostro indirizzo - Recapito gruppo affidi
Il gruppo affidi del comune ha sede in via Mazzini 25 al secondo piano. I numeri di telefono (su cui anche una segreteria telefonica) sono 040 6754391 e 040 6754591. Il nostro indirizzo di posta
elettronica è gruppo_affidi@comune.trieste it

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