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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Cosolini; Preoccupazioni e Prospettive per gli Immobili Destinati a Fini Culturali

La carenza assoluta, da parte della precedente Amministrazione, di una visione complessiva per una gestione armonica e coordinata dei tanti preziosi contenitori culturali triestini, l’inesistenza di un qualunque piano o progetto in tal senso, e...

La carenza assoluta, da parte della precedente Amministrazione, di una visione complessiva per una gestione armonica e coordinata dei tanti preziosi contenitori culturali triestini, l'inesistenza di un qualunque piano o progetto in tal senso, e quindi, di conseguenza, l'impossibilità di valorizzarli al meglio e, alla fine, anche quella di riservare loro tutte le cure e la manutenzione che meritano, è stata denunciata stamattina dal Sindaco Roberto Cosolini in una conferenza stampa in Municipio.

Affrontando il tema "Situazione e prospettive del patrimonio immobiliare del Comune di Trieste destinato a fini culturali", il Sindaco ha esordito precisando di non amare "l'indugiare in polemiche di tipo politico o retroattive nei confronti dei miei predecessori.

Tale terreno di discussione e polemica spettando piuttosto alle formazioni politiche partitiche, mentre a Sindaco e Giunta spetta innanzitutto di amministrare. Ciò premesso - ha proseguito - non è però possibile non rilevare - e proprio in relazione allo svolgimento prossimo del nostro lavoro - come questa Amministrazione si sia trovata di fronte a un vero e proprio vuoto di proposte, progetti, idee, insomma di programmazione, tanto più grave in un settore che potrebbe invece risultare assolutamente strategico per un forte sviluppo anche del turismo culturale in questa città".

Obiettivo questo - ha sottolineato Cosolini - che non è per nulla fantasioso o distante dalle nostre possibilità. "Basti ricordare l'esempio più recente di Lonely Planet, massima rivista internazionale di turismo, che ha inserito Trieste tra le più affascinanti ma poco conosciute città del mondo, proprio per le sue tipicità culturali e architettoniche."

Purtroppo chi mi ha preceduto ha completamente sottovalutato il problema di "mettere a frutto" questa preziosa risorsa cittadina, e ciò sia dal punto di vista delle manutenzioni che da quello, peraltro strettamente correlato, di una programmazione ampia di obiettivi da raggiungere e di "visioni" da sviluppare, valorizzando l'importante patrimonio immobiliare culturale a disposizione del Comune.

Perciò oggi - ha osservato il Sindaco - ci troviamo - da Palazzo Carciotti a Palazzo Biserini, dal Museo di Storia Naturale al Salone degli Incanti, dagli altri "problematici" contenitori delle Rive ai diversi Civici Musei sottoutilizzati - "a pagare un conto molto salato e pesante di inefficienze e trascuratezze che alfine sfociano in veri e propri danni alle strutture; le cui radici, al di là delle stucchevoli polemiche di qualcuno, affondano in un periodo molto più lontano e precedente degli otto mesi di vita di questa Giunta."

Nello specifico, "su Palazzo Biserini sarebbero state necessarie scelte più coraggiose per il reperimento e l'impiego dei fondi necessari alla sua rinascita e sviluppo (non meno di 10 milioni); e ciò in quanto bisogna essere ben decisi a valorizzare, attraverso la Biblioteca Civica, lo straordinario patrimonio bibliotecario, di rilevantissimo valore culturale, di cui dispone la Città".

Allo stesso modo, altre scelte si dovevano fare per il Museo di Storia Naturale piuttosto che "delocalizzarlo" in un'area talmente decentrata - e, tra l'altro, entro spazi più piccoli dei precedenti !- che per valorizzarla - quanto a logistica, promozione turistica, rafforzamento dei collegamenti - richiederebbe impegni di spesa ben superiori a quelli che altri siti avrebbero comportato."

"Eppure, nonostante le forti 'criticità' che investivano queste due strutture centrali dell'impianto culturale comunale, si è pensato bene di 'risolverle'? sopprimendo di fatto i due Servizi che a esse presiedevano (Servizio Bibliotecario e Servizio Musei Scientifici) !"

"In definitiva - ha continuato Cosolini - la precedente Amministrazione ha disatteso al compito di disegnare una 'programmazione strategica' dell'impianto culturale: che significa dire 'perché' in alcuni determinati luoghi di sceglie di realizzare o ricollocare alcune strutture, in che ottica, con quale visione della città, della sua storia, della sua funzione culturale odierna: questo è mancato! E - consequenzialmente ! - proprio per questo non si è, via via, neppure saputo cosa voler fare esattamente dei diversi preziosi 'contenitori' disponibili (ad es. il Carciotti o l'ex Pescheria, ma anche gli altri); di ciò non poteva non soffrirne, alla fine, anche una programmazione delle priorità degli interventi, anche solo manutentivi, sul patrimonio."

"Oggi, arrivati all'attuale situazione, segnata più che mai dalla crisi economica, va detto - ha poi osservato il Sindaco - che solo per le ristrutturazioni del Carciotti e di Palazzo Biserini servirebbero non meno di 30-35 milioni. Cifre rilevanti e ardue da raggiungere con i propri mezzi. Non è mio uso 'buttare la palla' addosso agli altri, alle altre Amministrazioni, ma questa volta servirà uno sforzo straordinario della Regione, e in proposito va detto che la Regione dovrà tener conto di come Trieste, più di altre aree del territorio, con la sua capacità di attrazione culturale e turistica, documentata dalle cifre e testimoniata - come abbiamo visto - anche dalla stampa internazionale, costituisca oggi di fatto un 'asset' economico di primo piano a beneficio dell'intera Regione."

"In tal senso, il nostro impegno sarà ora quello di redigere, da qui a un mese e mezzo, una 'proposta' complessiva riguardo ai contenitori culturali cittadini, comprendente gli interventi necessari, le scelte di destinazione, i finanziamenti necessari e quelli disponibili, sulla base della quale poter appunto presentare alla Regione ma anche ad eventuali altri soggetti, anche privati, le nostre richieste e proposte, "in primis" per la rinascita di tutti i siti culturali non utilizzati o sotto-utilizzati delle Rive (pur rimanendo noi, in linea di principio, non favorevoli a "privatizzazioni tout-court" di contenitori e servizi culturali che sono patrimonio della Città)."

"Solo sulla base di una visione strategica chiara e di idee precise sul miglior utilizzo del patrimonio - ha concluso il Sindaco - si possono avanzare richieste e proposte interessanti, atte a reperire le necessarie risorse, anche da parte di privati. Per ora posso dire che per l'ex Pescheria (Salone degli Incanti) è in fase di predisposizione un 'concorso di idee' per la sua trasformazione in centro espositivo e di divulgazione dedicato alla scienza e all'innovazione, mentre per quanto riguarda il Magazzino Vini (come noto, non di proprietà comunale) risulta che un'idea importante sulla sua destinazione dovrebbe venir resa nota fra qualche settimana. Intanto stiamo anche affrontando problemi del tutto analoghi per il 'sistema' degli uffici amministrativi del Comune, quanto a necessità -e viceversa mancata effettuazione- di una riorganizzazione logistica degli stessi nelle diverse sedi, mai definita da oltre dieci anni". (vedi su questo il precedente comunicato di data odierna).

Ufficio Stampa Comune di Trieste

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