Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Cosolini: "no a questo Patto di Stabilita', si alle Opere Pubbliche"

Sindaco e Giunta, ed esponenti trasversali del Consiglio, al No Patto Day. 53 milioni di lavori, finanziati e già pronti a partire, bloccati per una legge che a Trieste penalizza la città. Tre tappe-presidio in tre punti-simbolo del territorio...

Sindaco e Giunta, ed esponenti trasversali del Consiglio, al No Patto Day. 53 milioni di lavori, finanziati e già pronti a partire, bloccati per una legge che a Trieste penalizza la città.

Tre tappe-presidio in tre punti-simbolo del territorio comunale, diversi per funzione ma tutti, nella stessa misura, "emblematicamente" simbolici della volontà unita all'impossibilità di realizzarvi, da parte dell'Amministrazione municipale, opportune opere pubbliche, già previste ma attualmente impedite dai vincoli di spesa imposti dal cosiddetto Patto di Stabilità.

In questo modo, certamente inconsueto e "irrituale", il Sindaco Roberto Cosolini e l'Assessore comunale ai Lavori Pubblici Andrea Dapretto, hanno voluto oggi pomeriggio elevare una decisa protesta contro le storture e gli effetti perversi di uno strumento che - ha detto il Sindaco Cosolini - era stato inizialmente pensato come "patto virtuoso" utile a frenare sperperi e sprechi ed è finito invece per diventare una "camicia di forza", un "circolo vizioso" che blocca e occlude tutti, anche gli Enti con i bilanci in regola, con capacità di spesa adeguate e "coperte" e con gli importi per avviare e pagare le opere già fisicamente disponibili.

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All'apertura del "percorso", in piazza del Ponterosso, di fronte a un pubblico di amministratori locali, consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, presidenti circoscrizionali, rappresentanti di associazioni di categoria, professionisti e cittadini, l'Assessore ai Lavori Pubblici Andrea Dapretto, ha innanzitutto spiegato le origini e le motivazioni, teoricamente lodevoli del "Patto", volte appunto - come detto - a limitare l'indebitamento delle pubbliche amministrazioni del nostro Paese.

"Una norma opportuna - ha ricordato Dapretto - per quegli Enti che presentano un grave disavanzo di bilancio (con uscite maggiori rispetto alle entrate) o che si trovano in situazioni di dissesto finanziario o patrimoniale, ma non certo adeguata e applicabile ad amministrazioni sane, qual è il Comune di Trieste, che si vedono immeritatamente penalizzate, alla stessa stregua di quelle "colpevoli", con l'impedimento a utilizzare le risorse pur disponibili!"

"E' necessario che tutti i cittadini sappiano, e che le tante persone che ci chiedono cosa sta succedendo e perché tanti lavori non vanno avanti comprendano il meccanismo assurdo per cui - sottolinea ancora Dapretto - un Comune come Trieste, che pur ha in cassa una disponibilità economica di 53 milioni di Euro destinati a opere pubbliche e progettazioni già ultimate che potrebbero andare in appalto in tempi brevi, si trovi invece a dover restare fermo solo per aver già pagato - secondo correttezza - nel 2013 un "tot" di precedenti opere del 2012. E ciò a causa dei limiti ristretti di una legge che andrebbe assolutamente e quanto prima ricontrattata a livello nazionale ed europeo."

"Da non trascurare - ha aggiunto l'Assessore - che in virtù di tali disponibilità noi oggi potremmo avviare senza problemi 88 nuovi cantieri, per sovvenire a diversi, ma tutti importanti, aspetti dei lavori pubblici cittadini, dalla sicurezza e funzionalità delle strade, a cominciare dagli assi viari essenziali, alla manutenzione e messa a norma degli edifici scolastici, al decoro e abbellimento della città, al verde pubblico e altri ancora."

E proprio in tal senso - per efficacemente indicare alla cittadinanza questi diversi aspetti "colpiti" dal Patto di Stabilità - questo odierno 'No Patto Day' deciso dalla Giunta Municipale ha voluto proporre all'attenzione alcuni siti rappresentativi di lavori pubblici già cantierabili sia quanto a riqualificazione e miglioramento urbano (piazza Ponterosso con il vicino "asse" via Trento - largo Panfili), sia per gli interventi indispensabili di edilizia scolastica (il complesso della "Dante Alighieri") che per quanto concerne la sicurezza e il regolare svolgimento della viabilità (la Galleria di Montebello).

L'Assessore Dapretto e il Sindaco Cosolini non hanno tralasciato di rimarcare l'altra, grave "faccia della medaglia" di questa situazione: non si tratta solo di lavori non fatti, con danno - come detto - per tutti i cittadini, ma, specularmente, questo "blocco" compromette gravemente la tenuta del comparto edilizio della città, la sopravvivenza delle ditte, i livelli occupazionali, con ulteriori riflessi negativi sull'intera l'economia locale.

"A Trieste non eravamo abituati a questo tipo di fenomeni, tipici piuttosto di situazioni di dissesto e di malgoverno a noi ignote - ha osservato infine Dapretto -. Ma di fronte a tali norme capestro noi ci troviamo di fatto disarmati. E bisogna anche sapere che lo sforamento dei vincoli comporta, anche per chi è "sano", precise e non lievi sanzioni!"

Da ciò - hanno concluso Assessore e Sindaco - la nostra protesta, accompagnata da una precisa richiesta a Regione e Governo di necessaria ricontrattazione del "Patto", rivedendo l'accordo Stato/Regioni, e, innanzitutto, cominciando a escludere da tali vincoli almeno gli interventi sull'edilizia scolastica, per la doverosa manutenzione e messa a norma degli edifici dove ogni giorno i nostri giovani concittadini si recano a compiere una parte importante del loro percorso di vita. "Viceversa, l'assenza di una adeguata rivisitazione del "Patto" non potrà che portare a dei risultati infausti".

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