Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Cosolini tende la mano a Marcello Di Finizio: concessione demaniale di 90 giorni per "La Voce della Luna"

10.15 - L'imprenditore triestino ora attende l'aiuto della Serracchiani e di Franceschini: «Sono un imprenditore in crisi, mi hanno portato via la casa e le banche non mi concedono prestiti»

Questa mattina abbiamo lanciato un sondaggio: "Marcello Di Finizio ancora sull'Ursus: conosci le sue motivazioni?". Il motivo di questa nostra domanda sta nel fatto che, forse a causa delle modalità della sua protesta, l'imprenditore triestino sta perdendo credibilità agli occhi dei suoi concittadini (e connazionali). E in effetti, i voti dati alla nostra domanda manifestano la formazione di due schieramenti: i sostenitori (come gli altri gestori di attività balneari che vediamo nelle foto di ieri sera) e i disinteressati: 170 voti contro 103. 

Oggi è il 20esimo giorno di protesta di Marcello Di Finzio sull'Ursus e «e continuerò a oltranza», afferma lo stesso. Ma, tornando al nostro sondaggio, analizziamo i motivi che hanno portato l'imprenditore a questo gesto disperato («dovremmo farlo tutti noi - ha affermato una imprenditrice balneare ligure - lui è semplicemente il più coraggioso»).

Per prima cosa, Di Finizio voleva che gli fosse prorogata la concessione demaniale per suo stabilimento "La Voce della Luna". La settimana scorsa, precisamente il 5 giugno, questa sua richiesta è stata accolta dal sindaco Roberto Cosolini, che ha concesso, con approvazione unanime della Giunta, di bloccare la sospensione della concessione per 90 giorni (scadenza 3 settembre 2014). 

Ma ora la palla passa alla Regione. Infatti Di Finizio, si trova in una situazione economica disperata: non lavora da diversi anni, la casa gli è stata portata, non ha credibilità creditizia con le banche. Durante questi 90 giorni che gli ha concesso Cosolini, lui dovrebbe riattivare il suo stabilimento, ma, senza soldi, non è in grado di farlo. Ecco perchè tira in ballo la Presidente Debora Serracchiani, chiedendole di attivare qualche fondo speciale per imprenditori in crisi affinchè lui abbia la capacità economica di rilanciare "La Voce della Luna". 

Ma anche se la Regione dovesse dargli una mano, rimarrebbe ancora un enorme problema: la direttiva europea Bolkenstein. Su questo punto, la faccenda si fa più di interesse pubblico: «Non sono solo io, ma ben 30.000 famiglie di imprenditori balneari - spiega l'imprenditore triestino -, più i dipendenti (solo Di Finizio ne aveva 15, ndr) e i loro cari, che rischiano di perdere tutto tra poco più di un anno». La direttiva in questione prevede un asta internazionale per la concessione demaniale delle coste italiane nel 2015. «Gli italiani non capiscono che tutto finirà in mano alle multinazionali, che offriranno meno servizi e meno dipendenti. Gli altri paesi europei hanno già trovato delle soluzioni per evitare questo diktat. In questa situazione, le banche non fanno credito ai balneari e quindi tutto il settore è fermo».
Lavoro per Dario Franceschini dunque, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Da sottolineare la grande disponibilità dimostrata dalla Digos, in persona del Dirigente Carrocci, che permette ai familiari e amici di Di Finizio di portargli generi di prima necessità sotto l'Ursus.

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