Cosolini «Trieste può puntare a divenire "città europea di qualità per la vita"»

18.34 il primo cittadino ha partecipato all'incontro "Innovazione e Welfare" all'ex pescheria

«Oggi viene lanciata una sfida a tutti noi, per realizzare una salto di qualità. Una sfida che il Comune di Trieste accetta ed intende percorrere fino in fondo». Così il sindaco Roberto Cosolini, intervenuto al salone degli incanti dell'ex pescheria all'incontro “Innovazione e Welfare”, secondo degli appuntamenti pubblici della serie “Costruiamo il futuro di Trieste", promossi dal Comune.

L'appuntamento ha permesso di mettere in luce le possibilità di riduzione degli svantaggi riguardanti le persone più deboli, a partire dagli anziani, attraverso l'utilizzo di tecnologie innovative e il loro impiego nelle strutture sociali territoriali, sottolineando nel contempo le interessanti potenzialità di sviluppo che ne possono derivare per le imprese triestine e regionali del settore, il tutto anche nell'ambito dell'imminente progetto di riforma del welfare regionale.

Nel suo intervento il primo cittadino ha tra l'altro evidenziato le condizioni di partenza, che vedono una «continua situazione di emergenza nel sociale», con  uno «stress inedito nella gestione dei servizi pubblici», dove le risorse sono sempre  calanti, ma anche «un patrimonio straordinario» (fatto di storia, competenze, tecnologie e capacità d'innovazione). Per questo  ha proseguito Cosolini- bisogna «vincere la sfida di una qualità della vita sempre migliore per i nostri concittadini”, dove anche “risorse come lo sport e la cultura possono diventare strumenti del welfare di comunità»

Evidenziando la dicotomia tra ciò che è urgente e ciò che è importante e su come sia difficile scegliere soprattutto in particolari momenti come questi, Cosolini non ha mancato di sottolineare come Trieste possa puntare a divenire “Città europea di qualità per la vita” o del “welfare avanzato”, favorendo in questo anche un preciso marketing territoriale. Non sono mancati da parte del sindaco ulteriori accenni sull'importanza di “costruire un patto forte di riconoscimento tra pubblico e privato”, di  sostenere “una battaglia culturale impegnativa”, come pure di “rivedere i canali tradizionali della spesa pubblica” e di “superare le inefficienze” evitando di scaricare tutto sugli anelli più deboli e per alzare di conseguenza la qualità della sfida complessiva.

I lavori sono stati introdotti da Maurizio Pessato, coordinatore del gruppo preparatorio che ha presentato in un primo articolato documento, che tra l'altro prefigura e propone di sviluppare le tematiche riferite al ruolo e alle grandi potenzialità che il settore industriale BioHighTech e le infrastrutture tecnologiche e sociali territoriali possono offrire, per rafforzare l'inclusione sociale delle persone deboli e accrescere in generale il benessere personale e familiare di molti. I risultati che emergeranno saranno così attentamente valutati dall'Amministrazione comunale, per aggiornare le politiche sui nuovi servizi alla persona e alle famiglie e per accrescere il benessere implementando servizi in grado di coniugare un alto contenuto tecnologico e un'attenzione alla componente umana preposta all'erogazione dei servizi.

Sempre nel corso dell'incontro, l'assessore comunale alle Risorse umane e Organizzazione Roberto Treu (promotore del programma degli appuntamenti su “Costruiamo il futuro di Trieste”) ha ribadito l'importanza di «fare un nuovo salto di qualità, anche nell'ambito della riforma sanitaria», per cercare di «offrire risposte ai crescenti bisogni del sociale, a partire dai soggetti deboli e dagli anziani in particolare».

Ricordando che «parlare di welfare oggi significa anche parlare di sviluppo dell'economia», l'assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca  ha annunciato a breve un rapporto sul sociale nella nostra Regione, evidenziando come «Trieste si conferma laboratorio» e «può essere un'avanguardia trainante anche nel campo del welfare». Tra diversi interessanti spunti e riflessioni, sono venuti tra gli altri, il professor Nadio Delai, per 22 anni ai vertici del Censis e ora presidente di Ermeneia-studi e strategie di sistema, che ha posto l'accento su “come si esce dalle mappe mentali” e come sia necessario “uno sforzo per mettere al centro l'anziano vitale”, con particolari sottolineature alla «ricomposizione del panorama dei bisogni e dei servizi migliorando le giunzioni»  e  a un'innovazione in grado di“sposarsi” bene con i comportamenti. Dal dott. Diego Bravar della Confindustria di Trieste è stata fatta presente la necessità di “aumentare la visibilità di questo nuovo distretto industriale tecnologico del welfare”, di favorire politiche d'innovazione e di essere innovativi nella gestione di quel terzo di ultra sessantacinquenni, per rendere sempre più virtuoso questo nostro territorio.

Al convegno - le cui conclusioni sono state tratte dall'assessore alle Politiche sociali Laura Famulari -  hanno aderito e partecipato rappresentanti dei principali istituti scientifici e di ricerca, dei servizi sociali pubblici e privati, delle imprese sociali, dell'associazionismo e del volontariato, del mondo cooperativo, di aziende e istituzioni pubbliche locali e regionali.

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