Niente mascherine in Comune, esposto in Procura contro Anna Cisint

Un cittadino residente in provincia di Gorizia ha seguito la diretta Facebook del 20 aprile scorso e l'ha scaricata sul proprio pc. Ieri 22 aprile ha inviato l'esposto alla Procura della Repubblica di Gorizia. La Cisint sui social: "Troppi utenti, diretta in blocco"

Lo screenshot "catturato"

Una diretta Facebook cancellata non sfugge ad un utente che la scarica sul proprio pc, ne osserva i contenuti e decide, mosso da “spirito di dovere civico”, di inviare alla Procura della Repubblica di Gorizia un esposto contro la sindaca di Monfalcone Anna Cisint, a causa del presunto “mancato rispetto delle normative” legate all’emergenza sanitaria in corso.

L’invio della segnalazione contro l’ordinanza sindacale – mandata via PEC anche al Ministero di Giustizia, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro degli Interni e al Ministero della Sanità e in possesso di Trieste Prima – è avvenuto ieri 22 aprile da parte di Stefano, un residente in provincia di Gorizia e che abbiamo chiamato con questo nome in seguito alla sua richiesta di anonimato.

Le motivazioni che l’hanno spinto a chiedere “l’intervento delle autorità competenti”(così si legge ndr) sono legate al rispetto dell’ordinanza regionale 10, a quella sindacale del 18 aprile e, in particolar modo, alla diretta del 20 aprile nella quale, “né il Sindaco, né i presunti collaboratori, pur trovandosi al di fuori dell’abitazione, nonché a ravvicinata distanza da molteplici altre persone, non indossassero idonea copertura facciale come invece previsto”.

La replica della sindaca che "minaccia" querele

Dopo una prima parte in cui vengono espressi dubbi sull’ordinanza sindacale, l’esposto torna sul video in cui “sembrano non rispettate neanche le distanza interpersonali previste dalle normative”. La richiesta inviata alla Procura è quella di mettere “in atto con urgenza ogni azione necessaria per l’annullamento dell’ordinanza del sindaco” e di sanzionare “ogni possibile illecito rilevabile nell’ambito del video” in virtù del “mancato uso di coperture facciali, oltre che mancato rispetto delle distanze minime interpersonali”.

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In un primo momento il video era rimasto online ma, poco dopo, sarebbe sparito e sostituito da quello “tagliato” nel finale in cui si intravedono i collaboratori. Poco dopo le 13 del 20 aprile sul profilo Facebook di Anna Cisint compare un post che spiegherebbe le ragioni della “scomparsa” del video. Gli utenti collegati sarebbero stati così tanti che la diretta sarebbe andata “in blocco”. A quel punto quindi il video sarebbe stato modificato e ricaricato sui social all’insaputa di tanti ma, evidentemente, non di chi l’ha scaricato. La sindaca nel frattempo si difende e minaccia di procedere a contro querele. 

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