Esof, la scienza discute sul vaccino anti Coronavirus: "Può dare libertà"

Nella mattinata del penultimo giorno del grande evento scientifico, gli scienziati Rino Rappuoli, Serena Zacchigna e Jason Reifler sono intervenuti concordando sull'importanza che il vaccino ricoprirebbe nella quotidianità

“I vaccini sono tra le più importanti conquiste della nostra civilizzazione, grazie ai quali abbiamo combattuto molte malattie e aumentato le nostre aspettative di vita, e che adesso possono ridarci anche la libertà”. Ad affermarlo, come riporta Ansa, è stato il microbiologo Rino Rappuoli, amministratore delegato di Gsk Vaccines Italia, durante un incontro organizzato all'interno di Esof2020. Durante il panel, che ha visto anche la partecipazione anche di Jason Reifler, professore di Scienze Politiche all'università di Exeter (Regno Unito ndr), sono stati evidenziati i risultati di un sondaggio inglese in merito alla propensione degli intervistati a farsi somministrare il futuro vaccino anti CoViD-19. 

Secondo i dati diffusi, la metà preferirebbe aspettare "di vedere se qualcuno sviluppa effetti collaterali", a scegliere la vaccinazione senza indugi sarebbe solo un terzo del campione ed infine, il dato preoccupante, quello riferito ad un intervistato su dieci che non lo farebbe in nessun caso. Ad intervenire nel dibattito è stata anche la direttrice del laboratorio di Biologia cardiovascolare dell'Icgeb, Serena Zacchigna. "Credo ci sia un po' di preoccupazione sul fatto che questi vaccini sono relativamente nuovi - riporta Ansa - ma credo anche che le percentuali possano cambiare quando ci accorgeremo che, in caso di una seconda ondata, i vaccinati potranno uscire tranquillamente mentre i non vaccinati dovranno restare a casa per proteggersi”.

La corsa al vaccino per contrastare il Coronavirus interessa tutta la comunità scientifica. Jason Reifler ha concluso il panel sostenendo che per arrivare alla sua produzione "non va presa alcuna scorciatoia perché gli effetti negativi a lungo termine potrebbero essere grandi". Il presunto riferimento è all'operazione che ha portato il presidente russo Vladimir Putin ad annunciare lo sviluppo di un vaccino efficace contro il CoViD-19, annuncio basato esclusivamente sull'accorpamento delle prime due fasi senza aver affrontato l'ultimo e necessario periodo di test. 

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