Cronaca

Covid, Ics: "La Regione non agevola le vaccinazioni delle persone straniere"

Schiavone intervistato dall'Agenzia Dire: "Anche chi è privo del regolare permesso di soggiorno ha diritto alla dose. Lo garantisce l'articolo 35 del Testo unico sull'Immigrazione"

In Friuli Venezia Giulia non c'è un programma promosso e attuato dalla Regione volto a sensibilizzare le comunità straniere sul tema della vaccinazione. Lo ha evidenziato Gianfranco Schiavone (Ics) intervistato dall'Agenzia Dire. Una scarsa e poco efficace informazione sul tema che incide su tutte le comunità straniere, compresi i richiedenti asilo, "questi ultimi però - evidenzia Schiavone - hanno alle spalle un ente di accoglienza che ha l'obbligo di iscrivere le persone al Servizio sanitario regionale e pertanto indirizzarli anche alla vaccinazione".

Tuttavia, come spiegato da Schiavone, per vaccinarsi non è necessaria la tessera sanitaria, quindi, anche chi è privo del regolare permesso di soggiorno, può accedere ai vaccini. Il diritto è garantito dall'articolo 35 del Testo unico sull'Immigrazione, che dispone "che le campagne vaccinali, tutta la prevenzione e le cure essenziali e urgenti sono estese a qualunque persona indipendentemente dalla regolarità di soggiorno, in virtù del diritto inalienabile alla salute previsto dall'articolo 32 della Costituzione".

Quindi, come riportato dall'Agenzia Dire,il problema alla base sarebbe quello della poca informazione: secondo Schiavone, gli irregolari non sanno di poter fare il vaccino e, soprattutto, non sanno come farlo. Il presidente dell'Ics ha quindi spiegato che nel loro caso sarebbe sufficiente la tessera sanitaria per gli irregolari, la cosiddetta Stp (straniero temporaneamente presente), "che è una tessera anonima fatta da un codice alfanumerico, che devono però essere erogate dalle aziende sanitarie in regime di divieto tassativo di segnalazione alle autorità di pubblica sicurezza della persona che si rivolge ai servizi". Se quindi il sistema normativo c'è, per Schiavone manca la buona volontà della Regione "presa da un cieco furore ideologico contro i cosiddetti 'clandestini', a costo di pregiudicare non solo il diritto alla salute dei migranti, ma anche di tutti i cittadini".

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