La ricerca va avanti, in setti mesi 40 studi scientifici sul Coronavirus

E' stato presentato questa mattina il report diffuso dall'Azienda Sanitaria Giuliano Isontina. Riccardi chiede l'alleanza agli enti scientifici. "E' un modello che ha funzionato durante la prima ondata". Sfogo finale sull'informazione

Nonostante il lcok-down e le critciità vissute negli ultimi mesi, l'attività di informazione e di ricerca dell'Azienda Sanitaria Giuliano Isontina non si è fermata e punta a "instaurare un nuovo modo di comunicare ai cittadini le scelte da intraprendere in materia di organizzazione sanitaria" e basata su "un rapporto di lealtà con la popolazione, al fine di contrastare quelle informazioni non accreditate da un punto di vista tecnico". L'alleanza scientifica con i più autorevoli enti di ricerca (Università, Dipartimento di Scienze Mediche, Sissa, ospedale infantile Burlo Garofolo, ICGEB e altri) ha portato alla pubblicazione, durante il periodo tra marzo e settembre, di oltre 180 studi. 

Gli studi: 40 in tema CoViD

Di quelli legati al tema CoViD-19, il 61,5 per cento è stato autorizzato, poco più del 10 per cento ha ottenuto un parere condizionato, il 2,6 per cento è ancora in attesa di parere. I numeri della ricerca in Asugi sono aumentati negli ultimi anni, con particolare riferimento ai mesi di gennaio e maggio dell'anno in corso, dove nel primo lasso di tempo sono stati 26 le ricerche portate avanti, 21 quelle del periodo successivo. Tra gli studi prognostici, quelli riferiti ai trial farmacologici nazionali e su base spontanea, oltre a quelli in merito alla tutela psico-fisica degli stessi lavoratori, il report ha fornito la possibilità all'assessore regionale alla Sanità, Riccardo Riccardi, di ribadire l'importanza delle indicazioni fornite dagli accademici e dai professionisti del sistema sanitario durante l'emergenza sanitaria. Complessivamente sono state promosse 40 nuove ricerche in tema CoViD-19. 

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Obiettivi: test rapidi e scuole

Sul fronte degli obiettivi, Riccardi ha fatto sapere che sia i test rapidi che un nuovo protocollo per le scuole sono stati inseriti in agenda. La Regione, come già annunciato la scorsa settimana da Massimiliano Fedriga, per il mondo scolastico punta alla "definizione delle sintomatologie in base alle quali si renderà necessario l'esame del tampone, al fine di evitare degli inutili disagi alle famiglie e il ricorso a una pratica invasiva sui ragazzi". 

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