Covid: al via le strutture assistenziali intermedie per l'isolamento dei contagiati

Per chi non può rientrare a casa dopo il ricovero o per gli asintomatici le cui abitazioni non garantiscono le condizioni di isolamento

L'attivazione di strutture assistenziali intermedie per far fronte all'isolamento delle persone contagiate dal Covid è stata disposta oggi dalla Giunta regionale su proposta del vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi. "Si tratta di un provvedimento - ha spiegato Riccardi - che riguarda quanti non possono permanere o rientrare nel proprio contesto abitativo. L'accoglienza dei contagiati nelle strutture intermedie è finalizzata a ovviare alla propagazione del virus, il cui contenimento risulta difficile nei contesti di vita abituali".

Tre fasce di persone contagiate

Le strutture intermedie individuate dalle Aziende sanitarie ospiteranno tre fasce di persone contagiate. La prima categoria di strutture è destinata alle persone non autosufficienti, per le quali non risulta appropriato il ricovero in ambiente ospedaliero e che non possono permanere nel loro contesto abitativo di origine (sia domiciliare che in struttura residenziale). Le strutture intermedie che ospiteranno i cittadini non autosufficienti colpiti dal Covid dovranno prevedere un'assistenza infermieristica e di base alla persona di tipo continuativo.

La seconda e la terza fascia di contagiati destinatari dell'accoglienza nelle strutture intermedie è data, rispettivamente, da persone autosufficienti, anche non residenti nel territorio regionale, che risultano essere asintomatiche/paucisintomatiche, per le quali il ricovero in ambiente ospedaliero non è necessario e che non possono permanere nel loro contesto abitativo di origine (sia domiciliare che in struttura residenziale), in quanto non idoneo a garantire adeguato isolamento e, in secondo luogo, da pazienti in fase di dimissione protetta dall'ospedale, clinicamente guariti ma non ancora negativizzati e che non possono rientrare nel proprio contesto abitativo d'origine in quanto ancora potenzialmente contagiosi.

Per gli adempimenti relativi all'attivazione delle strutture assistenziali intermedie la delibera approvata oggi assegna alle Aziende sanitarie regionali il compito di individuare i requisiti strutturali, organizzativi - compresi quelli alberghieri - nonché le modalità di assistenza e cura che devono essere modulate in funzione delle tipologie di utenti accolte nelle strutture. A tale scopo le Aziende stipulano idonei contratti volti a regolare i rapporti giuridici ed economici con i soggetti prescelti, tenuto conto dei propri fabbisogni e sulla base delle tariffe ritenute congrue in relazione ai servizi forniti; gli oneri connessi agli adempimenti saranno interamente a carico delle Aziende sanitarie stesse.

I requisiti per le strutture

Le strutture intermedie destinate alle persone autosufficienti, asintomatiche o paucisintomatiche e ai pazienti clinicamente guariti ma non ancora negativizzati dovranno essere esclusivamente dedicate all'accoglimento di pazienti Covid e dotate di un accesso unico e con servizio di reception e vigilanza 24 ore su 24. In tali strutture dovrà essere garantito un presidio di sorveglianza sanitaria di base, il che non comporta la presenza continuativa medica e infermieristica ma un monitoraggio infermieristico con cadenza almeno giornaliera a cura dell'Azienda sanitaria competente.

"Il ricorso alle strutture intermedie - ha rilevato Riccardi - è una misura del tutto opportuna che va letta all'insegna dell'elasticità: sono le aziende sociosanitarie a identificare le strutture alberghiere o residenziali più idonee sul territorio in modo da garantire ai pazienti o ex pazienti Covid un'assistenza proporzionata al fabbisogno, che va da quella alta per la fascia dei non autosufficienti a quella per le fasce degli autosufficienti asintomatici o paucisintomatici e dei guariti non negativizzati".

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