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Test Covid in 20 minuti, si parte dalle scuole: le prime volontarie al Dante

Il tampone rapido rileva l'antigene invece del dna e permetterà di evitare isolamenti inutili, alleggerire i laboratori in sovraccarico e rilevare in futuro l'effettiva contagiosità della malattia

Un test Covid che dà il risultato in 20 minuti e permette di evitare isolamenti inutili nonché di alleggerire il superlavoro dei laboratori che attualmente, visto l'aumento dei contagi, rilasciano il loro responso anche in una settimana. Oltre a questo, ma la questione è ancora oggetto di studio, questi nuovi test potranno rilevare l'effettiva contagiosità e non la presenza residuale di virus, che si protrae per settimane o mesi senza essere necessariamente veicolo di contagio. Questi i vantaggi dei nuovi tamponi rapidi, di cui una prima fornitura da 5mila kit è stata appena distribuita alle scuole del Fvg. In particolare due test sono stati effettuati oggi al liceo Dante su due volontarie: una studentessa e un'insegnante, la cui negatività al Covid è stata appurata in poco tempo davanti alla stampa, alla presenza del presidente del Fvg Fedriga, del vicegovernatore Riccardi e dell'assessore regionale all'educazione Alessia Rosolen.

Il VIDEO del primo test

“Il test guarda l'antigene invece dell'Rna – ha spiegato Fedriga – come succede nell'influenza la malattia è contagiosa nei primi giorni quando si rileva questo antigene. Successivamente l'Rna può essere rilevabile anche per mesi, quando la persona non è più veicolo di contagio. Non a caso questo tampone rapido parte dalle scuole: così riusciremo ad alleggerire la procedura, anche perché non si passa per il macchinario in laboratorio, basta che il personale specializzato si presenti in loco. Dopo questa prima fornitura siamo in gara insieme al Veneto per averne altri. Crediamo in questa soluzione più che ai test sierologici, che danno solo un sommario quadro della diffusione del virus sul territorio”.

Proprio ieri il test è stato utilizzato in un asilo di Trieste: dopo la positività riscontrata in un bambino, conferma Riccardi, gli altri compagni sono stati in grado di ritornare alla loro attività scolastica in breve tempo. Il tampone, a differenza dell'altra tipologia, prevede un solo prelievo da una narice. Pediatri e medici di base possono praticarlo, il che potrebbe essere una delle opzioni future ma, ricorda il Governatore, serve la disponibilità dei medici stessi ad effettuarlo e al momento il protocollo prevede soltanto l'uso nelle scuole, anche su insegnanti e operatori.

L'attuale governo regionale sembra quindi più orientato verso un capillare tracciamento della diffusione della malattia piuttosto che a misure restrittive per arginarla. Fedriga si dichiara infatti perplesso sulla possibilità di chiudere i locali alle 23: “dobbiamo puntare su comportamenti responsabili, non far pesare la pandemia sulle categorie, dopo il primo lockdown abbiamo situazioni economiche difficili e ulteriori chiusure rischiano di far fallire per sempre determinate realtà, con ripercussioni su tutto il loro indotto e le loro famiglie”.

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