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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Progetto "made in Fvg"

Il progetto spirulina bio “made in Fvg” decolla grazie a Crédit Agricole FriulAdria

Artefice del primo impianto in Italia per la produzione dell’alga spirulina biologica è l’azienda Spiripau di Pocenia (Udine), il nuovo brand nato nel 2021 dalla storica azienda Paulitti Nicola fondata nel 1992 e affermatasi nella floricoltura.

Un importante finanziamento erogato da Crédit Agricole FriulAdria ha permesso al progetto spirulina “made in Fvg” di decollare. Artefice del primo impianto in Italia per la produzione dell’alga spirulina biologica è l’azienda Spiripau di Pocenia (Udine), il nuovo brand nato nel 2021 dalla storica azienda Paulitti Nicola fondata nel 1992 e affermatasi nella floricoltura.

Nel 2008, con l’inserimento dei tre figli del fondatore, l’azienda ha intrapreso un percorso di innovazione, fino alla svolta green di quest’anno, quando parte delle serre esistenti, grazie al finanziamento della Banca, sono state riconvertite per l’installazione di strutture e macchinari all’avanguardia, tecnologicamente molto avanzati, mirati alla coltivazione, alla lavorazione e al confezionamento dell’alga spirulina a uso alimentare. Un sistema ad impatto zero sull’ambiente. La coltivazione della spirulina Spiripau richiede, infatti, una quantità d’acqua molto limitata, minore di qualsiasi altro alimento. Per produrre 1 kg di spirulina sono necessari circa 15 litri d’acqua, mentre per 1 kg di soia circa 700 litri e per un kg di carne di manzo circa 15.000 litri di acqua (dati FAO). La coltivazione della spirulina Spiripau avviene in ambiente protetto, non causa inquinamento, erosione del terreno, contaminazione dell’acqua o distruzione forestale, non vengono utilizzati pesticidi tossici o diserbanti.

La microalga, considerata un superfood grazie al suo straordinario contenuto di sostanze nutritive, oggi è molto richiesta dal mercato italiano che la importa per lo più dall’estero. Dalla forma a spirale e colore verde-azzurro, la spirulina veniva definita già dagli Atzechi “cibo degli dei” per il suo alto valore nutrizionale (dal 55 al 70% costituito da proteine vegetali) e per il basso impatto ambientale.

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