Cronaca

Criminalità, Mastelloni: «Aumento dei reati di maltrattamento, ingresso clandestino, rapine da strada»

Il procuratore capo del tribunale di Trieste ha parlato anche di terrorismo, reati informatici e mafie

«Il livello di criminalità in regione è sotto controllo ma c'è un aumento di  reati di maltrattamento, ingresso clandestino e rapine "da strada"», così si pronuncia Carlo Mastelloni, procuratore capo del tribunale di Trieste, intervistato da Rai Fvg sulla situazione del Friuli Venezia Giulia relativamente a crimini e reati.

Il procuratore ha parlato anche della penetrazione delle mafie nel territorio: «Un grande lavoro è stato fatto fatto dalla antimafia, che purtroppo conta poche unità e mi auspico un aumento dei componenti nella regione. Non si può seguire la repressione di questi fenomeni con poche persone, bisogna incrementare la potenza dell'occhio periscopico». 

Per quanto riguarda invece il Porto di Trieste in quanto luogo da tenere sotto controllo, Mastelloni commenta: «Siamo rimasti a una concezione di vigilanza nel porto che risale a 20-30 anni fa ma il porto di Trieste e quello di Genova hanno un trend positivo e in crescita,  quindi bisogna attrezzarsi per evitare ingressi non graditi e l’arrivo di strutture malavitose organizzate. Queste ultime tentano di insinuarsi in tutti i modi, se non si sono già insinuate».

A proposito di terrorismo, secondo Mastelloni: «Noi in Italia abbiamo tenuto a bada bene le incursioni di cellule e attacchi terroristici e siamo ancora immuni, nonostante il terrorismo islamico sia un fenomeno enorme. Sono in aumento anche reati e frodi informatiche, ma noi siamo dotati di un Nucleo attrezzato e abbiamo un protocollo con la polizia postale e quindi tutte le segnalazioni e notizie di reato hanno un filtro specializzato. È auspicabile un aumento delle strutture, ma soprattutto un ripensamento della loro allocazione: non si capisce perché i Nas (Nucleo antisofisticazione) o il raggruppamento operativo speciale dei carabinieri (Ros) o il nucleo patrimonio artistico siano a Udine con le spese che comporta avere rapporti con la sede distrettuale di Trieste».

«Il carcere con l’ingresso di stranieri - continua il Procuratore - ha subito un cambiamento di linguaggio, nel senso che monitorare quello che avviene in carcere è diventato sempre più complicato: spesso siamo stati penalizzati anche in sede europea in merito alla concessione degli spazi e avremmo bisogno di maggiori strutture adeguate». 

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