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"Ora basta", i sindacati della Principe in stato di agitazione

La FLAI CGIL sul "piede di guerra". "Molti lavoratori hanno capito la gravità della situazione. Tutto fermo, nessun confronto e nessun tavolo. Registriamo oggi dagli organi di stampa che ufficiosamente sarebbero stati nominati i due commissari giudiziali"

I sindacati della Principe hanno proclamato lo stato di agitazione. La notizia è rimbalzata questa mattina in seguito all'invio di una nota congiunta della FLAI CGIL e della Rappresentanza Sindacale Unitaria. "Una situazione paradossale e inaccettabile" si legge nella comunicazione sindacale. "È passato già un mese da quel 28 dicembre, abbiamo letto comunicati aziendali pieni di buoni propositi e l’11gennaio abbiamo ricevuto una lettera di disponibilità ad incontrare il Sindacato, che ancora ad oggi non si è tradotta in nulla di concreto".

La cronologia degli eventi

La "crisi" della Principe era emersa inn seguito alla pubblicazione da parte dei vertici del gruppo Kipre di un annuncio a pagamento sulle pagine del noto quotidiano Il Sole 24 Ore proprio pochi giorni prima della fine del 2018. In seguito alla comunicazione si erano scatenate reazioni tra le più diverse che hanno coinvolto i sindacati, l'azienda stessa e buona parte della politica regionale. La preoccupazione dei lavoratori impiegati negli stabilimenti di Trieste e San Daniele del Friuli era aumentata e aveva portato a riunioni sindacali, annunci e perplessità riguardanti la fornitura di materia prima e il pagamento degli stipendi del mese di gennaio. Il 10 gennaio l'azienda ha provveduto all'emissione dei bonifici per gli operai e gli amministrativi degli stabilimenti del gruppo. Il 21 gennaio scorso la situazione della Principe era approdata anche nell'aula del Consiglio comunale di Trieste, dove la Giunta aveva fatto propria una mozione del Partito Democratico. 

L'annuncio del 17 gennaio: "Situazione inaccettabile"

"Tutto fermo"

Secondo i sindacati dopo quella data niente più. "Non bastasse, questa azienda in barba a Tutti, snobba anche i tavoli istituzionali. Quindi, ad un mese esatto da quell’articolo a pagamento su Il Sole 24 Ore e dal deposito del concordato in bianco presso il tribunale di Modena, la riassumiamo così: tutto fermo". FLAI CGIL lamenta il fatto che niente sembra muoversi. "Fermo il confronto con la Regione, fermo il rapporto e confronto con il Sindacato (anche a livello di organizzazione del lavoro con le singole RSU Aziendali) di ben quattro province. Registriamo oggi dagli organi di stampa che ufficiosamente sarebbero stati nominati i due commissari giudiziali".

Pagati gli stipendi a gennaio 

La nomina degli advisor e le "rassicurazioni"

Pochi giorni dopo l'annuncio su Il Sole 24 Ore l'azienda aveva provveduto a nominare alcuni advisor, professionisti chiamati a gestire la "crisi" del gruppo. Il sindacato però tira dritto e attacca la Kipre. "Ribadiamo che in presenza di novità in merito al concordato è onere aziendale comunicare il tutto ufficialmente alle RSU e alle organizzazioni sindacali, in quanto la veicolazione delle singole informazioni non può esser affidata alle testate giornalistiche o ad un’ ufficio stampa, ma a passaggi ufficiali e formali con i legittimi rappresentanti dei lavoratori. Una novità dell’ultimo periodo sicuramente c’è: qualcuno si è prodigato a riunioni interne con i preposti al fine di trasmettere, seminare sano ottimismo: “un paio di mesi e tutto torna come prima”.

Chi sono i professionisti nominati dall'azienda

"Produzioni ridotte e nessun buono pasto"

"La realtà purtroppo, quella vera - continua la nota della FLAI CGIL - parla di produzioni ridotte con modifiche degli orari lavorativi e utilizzo delle ferie e dei permessi dei lavoratori, inoltre non sono stati consegnati i buoni pasto del mese di dicembre e nemmeno in questo caso vi è stata una risposta da parte aziendale in merito alla richiesta formale di chiarimenti su tempistiche di consegna e motivazioni del ritardo, prodotta dalla RSU e dalle OOSS della FLAI CGIL all’azienda".

"Garantire la continuità produttiva"

"Ribadiamo che la procedura concorsuale di concordato preventivo è una procedura complessa che impegnerà soggetti diversi (azienda, commissari, creditori, parti sociali e istituzionali, lavoratori) al fine dell'omologazione del concordato e, pertanto, vi è la necessità che si apra un confronto quanto prima al fine di poter garantire la continuità produttiva ed occupazionale di tutte le lavoratrici e lavoratori del gruppo. Questa purtroppo, è la cruda e vera realtà. Molti lavoratori hanno capito la gravità della situazione e chiedono al Sindacato di attivarsi anche al fine di mettere in campo iniziative mirate, e che possano sbloccare almeno in parte questa situazione. Sicuramente, come abbiamo sempre fatto, rispettiamo anche il pensiero di quelle lavoratrici e lavoratori che ci dicono: “ci hanno pur pagato lo stipendio al 10 del mese”.

"Giunto il momento di dire basta"

Il sindacato conclude la nota proprio sul pagamento degli stipendi. "Questo però, a chi sta a cuore il futuro di centinaia di famiglie non può più bastare. È giunto il momento di dire basta. Per questo, su mandato delle Lavoratrici e dei Lavoratori, la FLAI CGIL unitamente alle RSU Aziendali proclamano da subito lo stato di agitazione. In assenza di una data immediata ufficiale di un incontro - conclude la nota - saranno calendarizzate iniziative di lotta da tenersi a livello di singolo stabilimento"

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