Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Crisi Sertubi, la presidente Serracchiani sollecita confronto con Jindal: «Aggiornamento urgente»

lettera indirizzata al presidente del consiglio di amministrazione di Jindal Saw Italia, Maneesh Kumar, in cui viene sollecitato un incontro con proprietà e top management al fine di avere un aggiornamento urgente sulle attività e prospettive dello stabilimento della Sertubi di Trieste

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

La presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, in una lettera indirizzata al presidente del consiglio di amministrazione di Jindal Saw Italia, Maneesh Kumar, ha sollecitato un incontro con proprietà e top management al fine di avere un aggiornamento urgente sulle attività e prospettive dello stabilimento della Sertubi di Trieste.

Nella missiva, la presidente ricorda come sia stato superato il difficile ostacolo allo sviluppo industriale rappresentato dai dazi antidumping, che la Commissione europea ha deciso di eliminare completamente sui tubi di ghisa semilavorati e di ridurre fino al 14,1% sui prodotti finiti, grazie  al forte interessamento del Governo italiano e della Regione Friuli Venezia Giulia.

Un quadro positivo, al quale secondo la presidente si aggiunge – è sottolineato nella lettera - il fondato auspicio di un futuro allargamento degli spazi di mercato, correlato anche al rilancio dell’area avviato dal Governo italiano e dalla Regione, con rilevanti iniziative formalmente definite.

Ricordando che, parallelamente alla richiesta di supporto istituzionale nella trattativa sui dazi antidumping, lo scorso autunno la Direzione Generale di Jindal Saw Italia SpA formulava attraverso canali ufficiali la previsione di importanti investimenti per consolidare il marchio e rispondere alle richieste più esigenti del mercato che avrebbero dovuto portare, tra l’altro, ad un incremento del numero di addetti, la presidente Serracchiani ha dunque chiesto un incontro per conoscere gli intendimenti futuri dell’azienda, che a Trieste occupa 80 lavoratori.

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