Crisi settore latte, Shaurli: «Prezzo alla stalla troppo basso, rischio scomparsa piccoli produttori»

L'assessore regionale Cristiano Shaurli, sulla dura crisi che sta soffrendo il settore del latte in Friuli Venezia Giulia

Il settore del latte è in grande sofferenza e nella nostra regione questa situazione è ancora più accentuata. A discuterne è stata la II Commissione del Consiglio regionale, assieme all'assessore di riferimento, Cristiano Shaurli, prendendo spunto da una mozione presentata da Claudio Violino (Misto).

Ed è stato proprio il consigliere a mettere sul tavolo le principali questioni, dalla mancanza di un punto di riferimento per una efficace politica del latte, al fatto che non ci sia un coordinamento che possa portare il prezzo del latte prodotto in Friuli Venezia Giulia alla pari con quello delle altre regioni. Da noi, infatti, il prezzo del latte remunerato alla stalla è
inferiore al costo di produzione e andando avanti di questo passo mancherà poco alla scomparsa dei piccoli produttori, l'80% già oggi fuori mercato.

La fine delle quote latte - ha osservato Shaurli - ha aperto uno scenario del tutto nuovo. In Europa vi è una sovraproduzione del 110% a fronte di un calo dalla domanda e in questo scenario il prezzo del latte italiano è il più alto di tutti. Il latte francese, ad esempio, costa molto meno e la Baviera lo vende a 29 centesimi al litro perché riesce a contenere il costo di
produzione a 25. In Friuli Venezia Giulia - ha aggiunto l'assessore - abbiamo una casistica ancora diversa, con prezzi superiori alla Lombardia, che da sola produce il 40% del latte italiano, e con una posizione geografica che ci espone a una facile importazione di latte da oltre confini.

Anche se negli ultimi mesi c'è stata una crescita del prezzo del latte, ciò non allontana in problema e sarebbe ingenuo pensare che tutto si risolverà al meglio. Un beneficio potremo averlo dall'ormai imminente introduzione anche in Italia (dopo la Francia) dell'etichetta azzurra che riporta la tracciabilità del prodotto, ma bisognerà lavorare su diversi fronti, a partire
dalla percentuale di trasformazione che da noi è molto bassa: trasformiamo a Montasio il 19% del prodotto quando in Veneto va a DOP l'80%.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Shaurli ha sintetizzato in quattro punti fondamentali le direzioni verso le quali muoversi: fare massa critica evitando che ciascuno vada per la sua strada, lavorare sulla capacità di
trasformazione, fare un ragionamento sulla filiera, studiare bene e rispettare le quote produttive. La Commissione ha deciso di procedere programmando una serie di audizioni per avere un quadro il più completo possibile della situazione; subito dopo costituirà un tavolo che possa lavorare sui punti critici messi a fuoco.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Schianto nella notte in via Giulia, morto scooterista di 50 anni

  • Covid 19: la Slovenia "declassa" l'Italia a zona arancione

  • Scomparsa nel 2019, il suo cadavere a Miramare sette mesi dopo: la vittima si chiamava Karin Furlan

  • Incidente in galleria Carso: quattro auto coinvolte e strada chiusa

  • Si accascia al suolo in via delle Torri: cinquantenne a Cattinara

  • Diciassettenne scomparsa da giorni in Carso, l'appello della polizia slovena

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
TriestePrima è in caricamento