Detenuto dà fuoco alla sua cella e prende a pugni un poliziotto

Il poliziotto è stato trasportato al Pronto Soccorso ed ha avuto una prognosi di 10 giorni. D'Amore (Ugl PP): "Servono interventi immediati"

10 giorni di prognosi al poliziotto penitenziario che ieri sera al carcere triestino del Coroneo è stato aggredito con un violento ed improvviso pugno al volto dal detenuto che stava sorvegliando dopo che, poco prima, lo stesso aveva incendiato la sua cella del reparto isolamento. A riferirlo è la Federica D’Amore, segretaria regionale UGL Polizia Penitenziaria Triveneto, «purtroppo non è la prima volta che questa persona si rende protagonista di gravi eventi di violenza nei confronti degli operatori e dei poliziotti, danneggiamenti ed incendi, numerosi gli interventi a difesa collettività che la Polizia Penitenziaria di Trieste ha messo in atto e numerosi gli episodi in cui i colleghi, ed in certi casi i membri delle loro famiglie, sono stati bersaglio di offese, minacce ed atti intimidatori nell’esercizio delle loro funzioni, tutte azioni che sono state doverosamente oggetto di altrettante denunce alle Autorità Giudiziarie competenti».

ore 21.00 L'incendio della camera di pernottamento

Doveva essere privato di ogni oggetto potenzialmente utilizzabile per arrecare danno a sé o ad altre persone il detenuto protagonista della vicenda, di origine bosniaca con problemi di salute mentale e numerosissimi precedenti, perché nelle scorse settimane si era procurato profondi tagli al braccio con una lametta e aveva posto in essere innumerevoli gesti sia auto che etero aggressivi; il medico del carcere e la direzione avevano disposto di ritirare lamette, accendini e quanto potesse essere utilizzato impropriamente ma non è bastato ad evitare che in qualche modo, evidentemente con l’aiuto di altri detenuti egli avesse un accendino a disposizione e con questo ha appiccato un incendio. In pochi minuti il piano terra del Coroneo è stato invaso da un fumo tossico che ha costretto i poliziotti presenti ad evacuare l’intera sezione; intervenuti prontamente, seppure in pochi presenti a quell’ora, e sprezzanti del pericolo che potesse derivare a loro stessi nel respirare quell’aria tossica, hanno salvato tutti i detenuti presenti portandoli nel cortile più vicino. Peraltro si trattava di persone isolate dal resto della popolazione detenuta per motivi vari non ammessi al regime della custodia a camere aperte in vigore nel restante istituto, molti con problemi psichiatrici e di difficile gestione.

ore h.21.30 L’aggressione

Per aiutare i suoi colleghi è intervenuto anche il Comandante Comm. c. Antonio Marrone, che ha subito cercato di separare il responsabile dai compagni che, mentre i poliziotti erano impegnati a salvare gli altri detenuti, ha continuato a dare segni di aggressività e irrequietezza al punto da sorprendere con un gesto improvviso e violento il poliziotto che lo stava sorvegliando; un primo pugno ha colpito l’agente al volto procurandogli un trauma cranio facciale e poi un secondo colpo, per fortuna schivato, che ha provocato per la reazione e la sollecitazione del gesto fulmineo una cervicalgia post traumatica. Il poliziotto è stato trasportato al Pronto Soccorso ed ha avuto una prognosi di 10 giorni.

Il commento di D'Amore (Ugl PP)

Grazie al tempestivo e sprezzante intervento dei poliziotti penitenziari presenti non ci sono state altre conseguenze né per i detenuti né per gli operatori ma un simile episodio se rapportato al luogo in cui è avvenuto appare in tutta la sua gravità e pericolosità. Quello che va sottolineato, continua la D’Amore è che «da mesi l’UGL ha segnalato la grave criticità causata dalla gestione dei detenuti psichiatrici all’interno del carcere triestino, abbiamo investito del problema la politica, la magistratura di sorveglianza, il garante dei detenuti e la ASUITS, oltre che la Direzione e il Provveditorato, tutti intervenuti immediatamente, si, ma di fatto tali riscontri sono rimasti solo una dichiarazione d’intenti, e non sono seguiti i fatti; abbiamo chiesto di essere affiancati da operatori della sanità mentale che ci aiutino a gestire queste persone detenute ma ancora oggi siamo lasciati soli ed i fatti accaduti ieri sera lo dìmostrano; come già affermato dalla dott.ssa Magnavita, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Trieste in risposta al nostro intervento, non basta un’adeguata terapia farmacologica, servono programmi individualizzati di trattamento e la presenza costante di operatori specializzati accanto alla Polizia Penitenziaria per questi soggetti che permangono anche 23 ore al giorno chiusi in cella, anche perché altrimenti la loro aggressività non può che aumentare con il passare dei mesi».

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Il detenuto

Diverso invece il discorso per il detenuto che da mesi ormai, a causa di problemi psichiatrici, è ospitato nella sezione isolamento del Coroneo e che è stato protagonista di innumerevoli episodi di violenza sia sulle persone che sulle cose; a causa, pare, di una carenza farmacologica, dopo che per un buon periodo era stato molto meglio e si era calmato, negli ultimi tempi ha ripreso a dare segnali di forte squilibrio perchè non assume con regolarità le terapie prescritte dai medici: ha appiccato numerosi incendi, allagato più volte tutto il corridoio della sua sezione, distrutto in più occasioni tutti i suppellettili in dotazione, divelto sanitari e da ultimo ha aggredito un infermiere, insomma una situazione insostenibile che, secondo la segretaria regionale UGL PP, andrebbe attenzionata maggiormente dal personale sanitario e dai superiori uffici. «La segreteria UGL Polizia Penitenziaria Triveneto auspica che vengano presi seri provvedimenti a tutela della sicurezza del personale, e che il soggetto protagonista, possa essere trasferito in un reparto di medicina protetta dove possa ricevere le cure psichiatriche di cui necessita in totale sicurezza. UG PP infine esprime tutta la sua vicinanza al collega che ha subito l’aggressione augurandogli una pronta guarigione».

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