Da giorni in una scarpata dell'ex opp: l'autopsia chiarirà perché Daniele è morto

Questa mattina i vigili del fuoco hanno ritrovato il corpo del giovane di 24 anni scomparso da lunedì 21 luglio. Daniele aveva lavorato per un periodo come giardiniere presso la cooperativa Monte San Pantaleone. Il presidente Carena: "Siamo molto toccati dalla vicenda"

Il corpo di Daniele De Filippi, il giovane triestino di 24 anni scomparso da lunedì, è stato ritrovato questa mattina in un pendio del parco dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni, a due passi dall’edificio abbandonato denominato ex Gregoretti. Ad individuare il cadavere in avanzato stato di decomposizione sono stati i vigili del fuoco di Trieste che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. Sul posto, oltre agli agenti della Squadra Mobile della Questura giuliana, sono giunti anche i sanitari del 118, la Polizia scientifica e il medico legale Fulvio Costantinides.

La zona 

Il forte odore proveniente dalla zona in cui Daniele è stato ritrovato – il corpo era faccia a terra, come se fosse stato vittima di una perdita di equilibrio – apre all’ipotesi che il giovane possa esser deceduto già qualche giorno fa. Il cellullare, il cui segnale nei giorni precedenti aveva rappresentato un indizio per riuscire a localizzarlo, è stato ritrovato addosso al 24enne. Oltre ai risultati sulle cause della morte (e al tempo intercorso tra il decesso e il ritrovamento), alcuni dettagli della vicenda necessitano di una ricostruzione più approfondita.  

Le ricerche

Dopo l'allarme lanciato dai famigliari che non avevano visto rientrare a casa Daniele, le ricerche erano partite nel pomeriggio di martedì 21 luglio. Nella tarda serata i vigili del fuoco avevano provveduto ad allestire un comando temporaneo nei pressi della seconda curva, per chi proviene dalla Rotonda del Boschetto, di viale al Cacciatore. Il segnale del cellulare era stato agganciato in quella zona e, mercoledì 22 luglio, grazie all’incrocio di diverse celle telefoniche, era stato possibile circoscrivere la possibile posizione del telefono in un’area tra via Giovanni Verga, via Zanella e il versante sud di monte Valerio. 

Le zone "non antropizzate"

Inizialmente, le squadre impegnate nei soccorsi (il Nucleo Topografia Applicata al Soccorso, ma anche le squadre della Protezione Civile e i tecnici del Soccorso Alpino ndr) avevano “battuto” le zone cosiddette “non antropizzate”, vale a dire quella del Boschetto, monte Valerio, alcuni casolari abbandonati di via Verga e, non ultime, anche alcune parti della scarpata in cui è stato ritrovato il corpo di Daniele. Tra giovedì e venerdì poi le ricerche avevano portato le forze dell’ordine a compiere un “rastrellamento” casa per casa in via Zanella, ricerche che però non avevano prodotto l’esito sperato. 

Il ritrovamento questa mattina

Per questo motivo, e complice l’assenza del segnale del cellulare (nel frattempo la batteria si sarebbe scaricata), le operazioni per ritrovare Daniele erano state indirizzate anche fuori Trieste. Questa mattina, infine, il ritrovamento del cadavere. Secondo alcuni testimoni presenti sulla scena nelle ore immediatamente successive al ritrovamento, il forte odore prodotto dal corpo in putrefazione non sarebbe stato percepibile. "Siamo passati giovedì con il nostro cane - così hanno raccontato - ma non abbiamo sentito niente".  

Aveva fatto il giardiniere proprio nel parco di San Giovanni

Qualche anno fa Daniele aveva ottenuto una borsa lavoro presso la cooperativa Monte San Pantaleone, proprio a due passi dalla zona dove è stato ritrovato il suo corpo. "Daniele era stato con noi per qualche tempo - racconta Giancarlo Carena, presidente della cooperativa raggiunto telefonicamente da TriestePrima - e avevamo tentato di insegnarli il mestiere di giardiniere, mestiere che a lui piaceva molto". Carena ha poi aggiunto che "Daniele si portava dietro una vicenda complicata e una sofferenza, difficile da classificare, che è la stessa che oggi più di ieri affligge molti giovani. La sua scomparsa ci tocca particolarmente e siamo vicini alla famiglia". 

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Le cause del decesso verranno chiarite dall’autopsia che verrà condotta dal medico legale. 

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