Cronaca Via Fabio Filzi, 21/1

De Banfield, inaugurata Casaviola: luogo aperto ai chi si prende cura dei malati di alzheimer

È stata inaugurata a Trieste, in via Fabio Filzi 21/1, per iniziativa dell'Associazione de Banfield, in collaborazione con il Comune di Trieste e l'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata

“Viola”, come il colore internazionale dell’Alzheimer. “Casa”, perché si tratta di di un vero e proprio appartamento, un luogo accogliente dedicato ai cosidetti “caregiver”, ovvero alle persone, per lo più familiari, che assistono gli anziani colpiti da fenomeni di demenza.

È stata inaugurata a Trieste, in via Fabio Filzi 21/1, per iniziativa dell’Associazione de Banfield, in collaborazione con il Comune di Trieste e l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata, per i quali erano presenti l’assessore alla Politiche Sociali, Carlo Grilli, e il coordinatore sociosanitario Flavio Paoletti, nonché con la Federazione Alzheimer Italia, rappresentata nell’occasione dal coordinatore nazio- nale Mario Possenti. Accanto a loro anche l’assessore al bilancio e affari finanzari della Provincia di Trieste Mariella Magistri De Francesco, il consigliere regionale Renata Bagattin e Lucio Delcaro, vice- presidente della Fondazione CRT sostenitrice dell’iniziativa.

«CasaViola” - ha spiegato la presidente dell’Associazione de Banfield, Anna Illy - è un progetto unico e innovativo a livello nazionale che intende affiancare e sostenere quanti si prendono cura, in maniera informale e gratuita, di una persona cara in condizioni di non autosufficienza e/o disabilità, che neces- sità di un’assistenza di lunga durata. Gli ammalati di demenza in Italia - ha ricordato - sono oltre un milione, per la maggioranza colpiti dalla malattia di Alzheimer, circa 4 mila nella sola città di Trieste, e per ogni persona ammalata c’è almeno un familiare impegnato nell’insostituibile ruolo del “caregi- ver”. Per questo l’Associazione, da ben 28 anni impegnata a favore degli anziani non autosufficienti o in condizioni di estrema fragilità, ha inteso promuovere questa nuova iniziativa riservata proprio ai familiari che si dedicano alla loro assistenza».

A tutte queste persone “CasaViola” intende in particolare offrire gratuitamente:

Un luogo d’incontro e spazio d’ascolto: l’isolamento sociale è una parte fondamentale dello stress e del peso di chi assiste un malato di demenza. “CasaViola” permette ai caregiver di incontrarsi in uno spazio fisico dedicato e confrontarsi con persone che vivono lo stesso disagio, offrendo loro la possi- bilità di essere ascoltati e capiti, per uscire dalla solitudine e dalla drammatica consapevolezza di non essere compresi da chi non vive la stessa situazione.

Sostegno psicologico: attraverso gruppi di auto-aiuto e colloqui di sostegno individuale con uno psi- cologo, per aiutare i caregiver a sostenere il peso causato dall’assistenza che porta a vissuti d’ansia e di depressione e a prevenire gli stessi.

Un percorso personalizzato di benessere: per far fronte ai problemi psicologici e fisici lamentati dai caregiver, “CasaViola” propone attività mirate ad alleggerire il peso assistenziale, come corsi di tec- niche di rilassamento, consapevolezza corporea, laboratori dedicati all’alimentazione buona, sana e protettiva, laboratori di arte-terapia ecc.

Uno spazio di informazione/formazione: i caregiver spesso necessitano di informazioni pratiche su cosa fare nella gestione del proprio caro e faticano a comprendere l’evoluzione della malattia; “Casa Viola” si pone come centro al quale possono rivolgersi per avere consulenza sociale e informa- zioni su servizi, diritti e opportunità per la gestione e cura dell’anziano a domicilio. Inoltre propone percorsi di informazione sui diversi aspetti della malattia e della sua evoluzione, nonché percorsi di formazione per aiutare i familiari ad “imparare” strategie efficaci per comunicare con il malato de- teriorato, migliorando così non solo la propria autostima e capacità relazionale, ma anche il vissuto del malato.

Riferimento scientifico: “CasaViola” sarà inoltre un riferimento fondamentale nella raccolta di dati scientifici preziosi, dal momento che gli studi svolti finora tendono ad essere isolati; verrà sommini- strato periodicamente il CBI (Caregiver Burden Inventory) per valutare il carico assistenziale dei ca- regivers e, attraverso la creazione di una rete in la collaborazione di Università degli Studi di Trieste, potrà essere un luogo privilegiato per una visione globale del problema e coordinare un effettivo scambio di dati, informazioni, esperienze e buone prassi.

Presente alla cerimonia anche Lucio Delcaro, vicepresidente della Fondazione CRT sostenitrice dell’iniziativa: «L’emergenza legata alle malattie dementigene - aggiunge Delcaro - è un problema che richiede un’attenzione particolare poichè è una tipologia di malattia in forte crescita. Le persone colpite da Alzheimer o demenza senile non sono autosufficienti e richiedono cure e attenzioni co- stanti da parte di personale specializzato e dai loro familiari. Questi ultimi hanno un carico gravoso, sia da un punto di vista fisico che emotivo. Fondazione CRTrieste ha accolto con grande interesse e attenzione il progetto “CasaViola” perchè in circostanze come queste il sostegno che richiedono i familiari dei malati è fondamentale. Aver creato un luogo dove questi familiari possano sentirsi aiutati, supportati, consigliati e dove possano condividere le loro esperienze con persone che quo- tidianamente affrontano le medesime situazioni è un’iniziativa di grande valore sociale». 

CasaViola è stata realizzata anche con il contributo di Beneficentia Stiftung.

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