Cronaca

Degrado a Miramare: in 10 mesi nessuna risposta dalla Soprintendenza

Paolo Rovis, consigliere comunale di Trieste Popolare, pubblica sul suo blog lo scambio di mail tra Comune di Trieste e l'ex soprintendente Luca Caburlotto che alla fine rifiuta l'invito in Commissione accusando i consiglieri di «scorrettezza» per «l'assenza di fiducialità degli uditori»

Un'attesa lunga dieci mesi, che ancora non vede la sua fine. Chissà quanto ancora ci vorrà per ricevere una risposta da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali in merito al degrado e l'abbandono del parco di Miramare

L'odissea, narrata dal consigliere Paolo Rovis (Trieste Popolare), si sta vivendo in Consiglio Comunale dal 7 novembre 2014, dalla prima convocazione di IV Commissione voluta da Carlo Grilli (Lista Dipiazza), firmata anche dai congilieri di maggioranza e opposizione, che chiedeva di invitare «per un'audizione in loco (parco di Miramare) i funzionari che si occupano della gestione». 

Rovis poi riporta tutta una serie di mail inviate dal Comune - si passa dalla IV alla III Commissione perchè ritenuta competente per il Turismo -, tutte senza risposta da parte della Soprintendenza. Una mail dall'ex soprintendente Luca Caburlotto, divenuto direttore del Polo Museale regionale, giunge solo dopo l'ennesimo invito il 22 aprile, «ma l'entusiasmo si raffredda subito - continua Paolo Rovis -. Non è nulla di concreto. Il dott. Caburlotto chiede di scrivere ad altro indirizzo, di lì a qualche giorno, perché deve verificare l'agenda di maggio. Si esegue prontamente, ma l'indirizzo mail fornito non funziona. Così, il 4 maggio successivo, si riscrive».

A questo punto «il presidente della Commissione Manuel Zerjul (PD) riferisce puntualmente ai Consiglieri che, nel loro piccolo, un po' si incazzano - afferma il consigliere di Trieste Popolare -. Chiedono quindi di insistere, ma “minacciando” di prendere pubblicamente una posizione critica sulla vicenda del Parco di Miramare. E infatti, il 20 maggio, parte l'avvertimento».

«I toni un po' più decisi sortiscono un minimo di effetto. Tant'è che, due giorni dopo (una rapidità inaudita per questo surreale scambio epistolare) arriva la risposta di Caburlotto. Che, da non credere, esprime sconcerto e lancia accuse di scorrettezza! Poi, in un burocratese da Premio Oscar - afferma Paolo Rovis -, fornisce una spiegazione arzigogolata che culmina, sostanzialmente, con un diniego all'incontro causa “l'assenza della fiducialità degli uditori” (sic!) che potrebbe, secondo il dirigente, dar luogo a strumentalizzazioni».

«Di fronte a cotanto ardire - spiega Rovis -, anche il presidente Zerjul ritiene di intervenire direttamente, spiegando al dott. Caburlotto che non stiamo qui a "pettinare le email", ma che, insomma, stiamo chiedendo lumi e informazioni per conto dei cittadini. Su un bene pubblico, sul Parco di Miramare. Ecco cosa riceve la Soprintendenza il 27 maggio 2015... “Piena disponibilità”, conferma il presidente. Ma senza venire corrisposto. Il canale comunicativo, già dissestato, si chiude unilateralmente. Un Ente dello Stato decide di non rispondere più a un Ente locale, per di più alla sua componente elettiva».

«La primavera lascia il posto all'estate. I turisti accorrono copiosi a Miramare e scattano foto non tutte di cui andare fieri - conclude Paolo Rovis, che non ci sta e non demorde -. Rappresento al presidente Zerjul che il Consiglio è ancora senza risposte. E così, parte un'ulteriore email. È ormai il 2 luglio 2015. È l'ultima e, come le altre, rimane lettera morta. Dal 7 novembre 2014 a oggi, agosto 2015, in ben dieci mesi, la Soprintendenza ai Beni Culturali non ha voluto dare alcuna risposta al Comune di Trieste. Meglio: non ha voluto dare alcuna risposta ai cittadini preoccupati per la sorte di uno dei luoghi più preziosi e amati di Trieste. Il Parco e il Castello di Miramare».

Tutte le mail sono visibili sul blog di Paolo Rovis.

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