Degrado in piazza Libertà: Polli accusa i volontari e Linea d'Ombra restituisce le critiche al mittente

L'assessore in un post su Facebook: "Vergognatevi!". Linea d'Ombra risponde:" Affermazioni che rivelano tutta l'indifferenza verso un problema concreto che l'amministrazione finge colpevolmente non esista: l'arrivo fisico di corpi sofferenti e mezzi morti nel piazzale della stazione"

 "Indegno che taluni che si professano solidali con i clandestini e che portano loro di tutto e di più non lo siano altrettanto con le tasche dei triestini che pagano le pulizie! Abbiate la decenza di portare dei sacchi e raccogliere tutto: vergognatevi! Piazza Libertà ogni mattina è ridotta così e dobbiamo sanificare tutto...". Con queste parole, in un post su Facebook, l'Assessore Polli ha accusato le associazioni di volontariato dello stato di degrado in cui versava questa mattina, 28 maggio, la piazza di fronte alla stazione, subito sanificata. Bottiglie di plastica, salviette, scarpe e vestiti però, rappresentano sì uno scenario poco decoroso ma, molto spesso, non raccontano ciò che c'è dietro. A questo proposito l'associazione "Linea d'Ombra" ha voluto fare chiarezza spiegando come mai la piazza fosse in quelle condizioni, ponendo poi l'accento sul reale problema legato alle migrazioni. Di seguito la sua risposta.

Una situazione drammatica

"Trieste è una città di confine. La rotta migratoria passa per questa città. L'idea di fermare le migrazioni è ridicola, come volere trattenere l'acqua con le mani. Di queste cose bisogna prendere atto. Infatti, malgrado gli sforzi intensificati per intercettare i migranti sul Carso, continuano ad arrivare persone in città. Ieri sera, in particolare, un folto gruppo di oltre venti persone è arrivato in condizioni terribili, con gli occhi della fame. Il servizio che solitamente prestiamo come Linea d'Ombra tra le 18 e le 19:30 nel piazzale della stazione, ieri è durato fino alle 22:30. Come ogni volta, abbiamo ripulito il piazzale della stazione (questo attacco insensato arriva oggi, malgrado si agisca come LdO già dalla fine dell'anno scorso). Come ogni volta una buona parte delle persone che abbiamo aiutato, ci ha poi aiutato a sua volta nel ripulire. Ieri, purtroppo, la situazione è stata tanto drammatica da non permetterci di lasciare pulito come al solito. Crediamo però che il numero stesso di persone abbandonate in stazione, come se non esistessero, rende il problema di decoro della piazza imputabile non tanto a Linea d'Ombra quanto alla cecità delle istituzioni".

Amministrazione cieca

"Siamo sconcertati dall'affermazione dell'assessore Polli, perché rivela tutta l'indifferenza verso un problema concreto che l'amministrazione finge colpevolmente non esista: l'arrivo fisico di corpi sofferenti e mezzi morti nel piazzale della stazione. Questo problema ha mille risvolti, incluso quello indiretto della salute dei triestini, ma Polli e amministrazione vogliono inquadrarlo solo attraverso il filtro del "brutto straniero", comodo per facile propaganda. La realtà è più complessa. Questo problema sarebbe di competenza del comune, non di un gruppo di privati cittadini che, per spirito di solidarietà e per affermazione politica, si sono costituiti Associazione e hanno cercato di porre rimedio a un vuoto istituzionale talmente pesante da ledere i Diritti Umani, la Costituzione, e appunto la salute dei triestini, lasciando di fatto decine di persone allo sbando e prive di qualsiasi assistenza medica, igienica, alimentare".

Help Center chiuso e centro diurno trasformato in dormitorio

"Per riassumere: nelle ultime settimane è stato chiuso l'Help Center in stazione, unica struttura di ricezione e coordinazione per l'ospitalità. Il centro diurno è stato trasformato in dormitorio notturno per mancanza di posti, eliminando così l'unico bagno a disposizione di migranti e senzatetto (anche di quelli italiani). Come Linea d'Ombra, a nostre spese, ci occupiamo di igienizzare, disinfettare, fornire mascherine, kit di pulizia, vestiti puliti e scarpe nuove. Diamo anche da mangiare perché riteniamo intollerabile che nella città in cui viviamo qualcuno possa morire di fame. Restituiamo dunque le critiche al mittente e rilanciamo: che il Comune di Trieste prenda atto di questa situazione inaccettabile e disponga le risorse per garantire i diritti minimi, e necessari, per potersi definire "società civile".

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