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«Magi immagine del progetto d'amore intessuto da Dio nella nostra storia personale»

L'omelia che l'Arcivescovo mons. Crepaldi ha pronunciato oggi nella cattedrale di San Giusto in occasione della Solennità dell'Epifania del Signore

Carissimi fratelli e sorelle,

Per la solennità dell’Epifania - la parola epifania significa “manifestazione” -, la Chiesa ci invita a considerare la Rivelazione del Messia ai lontani, interpretati dalle misteriose figure dei Magi che, partiti da terre lontane, giungono a Betlemme per adorare Gesù, il Salvatore del mondo. A guidare il cammino dei Magi c'è una luce, come stella, che guida non solo i Magi ma tutti i popoli lontani da Dio verso la liberazione, verso la fede, verso la salvezza. Dio si è fatto uomo per salvare ogni uomo e Gesù è venuto sulla terra perché nessuno vada perduto, ma perché tutti si salvino e arrivino alla conoscenza della verità.  Questo è il significato del mistero dell’Epifania. Dio vuole che tutti Lo conoscano ed arrivino a Lui, anche se solo alcuni riescono ad arrivare a Gesù a Betlemme: arrivano uomini semplici e poveri come i pastori o uomini sapienti ma umili e pieni di fede come i Magi. 

Carissimi fratelli e sorelle, una luce è apparsa a Betlemme, ma solo i pastori si muovono, e solo i magi osservano la stella e si mettono in cammino. Quando i Magi giungono a Betlemme, adorano Gesù e Gli offrono i loro doni: incenso perché capiscono che si tratta del Dio unico e vero, e non degli dei pagani fatti con le mani dell'uomo; oro perché riconoscono nel fanciullo Gesù il Re dei Re, il Signore dell’universo, l’Eterno e l’Onnipotente; mirra, un unguento, un olio, un profumo perché hanno compreso che si tratta anche dell’uomo Gesù, che morirà come uomo sopra una croce e sarà deposto in un sepolcro, ma al terzo giorno risorgerà.  È racchiusa nel significato di questi doni tutta la verità del Signore Gesù e la verità della sua missione salvifica che si realizza con la sua morte e risurrezione. 

Carissimi fratelli e sorelle, il cammino dei Magi è, in un certo senso, anche il nostro cammino. I Magi sono immagine del nostro cammino di persone umane e di credenti: cammino di scoperta della nostra vocazione, del meraviglioso progetto d'amore intessuto da Dio nella nostra storia personale. Dalla vicenda dei Magi, siamo pertanto invitati a verificare come viviamo la nostra fede cristiana, la nostra adesione amorosa al Signore Gesù, come siamo disponibili a riprendere il cammino che ci porta all'incontro con Lui. Essere cristiani, infatti, significa camminare spiritualmente fino al punto di con-formarci a Colui che ci ha fatti suoi, vuol dire darGli tutto, senza trattenere nulla per noi, perché tutto da Lui abbiamo ricevuto.

Carissimi fratelli e sorelle, è bene pertanto sostare idealmente dinanzi all’icona dell’adorazione dei Magi. Essa contiene un messaggio impegnativo e attualissimo. Impegnativo e attualissimo per i cristiani di Trieste e per la nostra Chiesa diocesana, chiamati a mostrare agli uomini e alle donne del nostro tempo Gesù, nient’altro che Gesù. Egli infatti è Tutto e il Tutto e i cristiani e la Chiesa non esistono che per rimanere uniti a Lui e farLo conoscere al mondo. Fratelli e sorelle, ci aiuti la Madonna, Madre del Verbo incarnato, ad essere discepoli fedeli del suo Figlio, Luce delle genti. In questa solenne circostanza, ai tanti triestini e triestine che non conoscono Cristo, vorrei  dire con affettuosa partecipazione: non abbiate paura della luce di Cristo! La sua luce è lo splendore della verità. Lasciatevi illuminare da Lui, lasciatevi avvolgere dal suo amore e troverete il senso della vostra esistenza e la via della pace e della consolazione. Così sia.

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