Depuratore "intelligente" di Servola completato entro l'estate 2017 (FOTO-VDIEO)

A inizio ottobre dello scorso anno fu ufficialmente comunicata la partenza del cantiere del nuovo depuratore di Servola, uno fra i maggiori interventi di depurazione in atto attualmente in Italia, con un investimento di oltre 52 milioni di euro

foto di Emanuele Esposito

La costruzione del “depuratore che parla col mare” è al giro di boa. Ieri mattina gli Enti coinvolti nella realizzazione del nuovo depuratore di Trieste, hanno effettuato un sopralluogo sul cantiere di Servola per verificare l’effettivo avanzamento dei lavori, accompagnati da tecnici e top management di AcegasApsAmga. A inizio ottobre dello scorso anno fu ufficialmente comunicata la partenza del cantiere del nuovo depuratore di Servola, uno fra i maggiori interventi di depurazione in atto attualmente in Italia, con un investimento di oltre 52 milioni di euro. Il nuovo impianto potrà portare un nuovo rapporto fra città e mare, oltre a determinare l’uscita dall’infrazione comunitaria. Quello in corso di realizzazione a Servola sarà infatti un vero e proprio depuratore “intelligente”, in grado di ascoltare il mare e regolare la propria attività in base ai bisogni espressi dall’Adriatico.

CANTIERE - In questi 12 mesi le attività del cantiere sono proseguite senza sosta, secondo un cronoprogramma che mira ad attivare il nuovo impianto entro l’estate del 2017. In particolare, nel corso dell’anno appena trascorso si è effettuato un grande lavoro per lo più “invisibile”. E’ stata innanzitutto completata la bonifica dell’area dell’ex Scalo Legnami, caratterizzata dalla presenza nel terreno di idrocarburi pesanti (IPA) ed amianto. Terminata la bonifica si è proceduto ad operazioni propedeutiche alle attività di costruzione, fra cui la deviazione di alcune decine di metri del torrente interrato Baiamonti e lo spostamento di alcuni cavi di media tensione che insistevano sull’area. Successivamente si è passati agli scavi di fondazione. Nel corso di questa attività, che ha avuto luogo durante l’estate, sono stati gettati ben 626 pali di fondazione sui quali si reggerà l’intero impianto. Da alcune settimane, nella parte più meridionale del cantiere, sono in corso di realizzazione i basamenti e i primi muri delle strutture destinate ad ospitare l’area uffici e la sezione dedicata alla prima parte del trattamento: i cosiddetti “sedimentatori”

ESTATE 2017 - Nei prossimi mesi saranno realizzate le opere murarie (l’involucro del depuratore), ma soprattutto avverrà l’installazione delle componenti tecnologiche dell’impianto (che saranno inserite nelle vasche dedicate al trattamento biologico) e tutta l’impiantistica di servizio, con l’obiettivo di portare in esercizio l’impianto durante l’estate dell’anno prossimo e conseguente arresto della procedura di infrazione comunitaria. I lavori proseguiranno poi ancora per un anno, con la messa a punto del trattamento e il completamento degli interventi integrativi anche nella parte di impianti esistente, fino alla definitiva conclusione entro il 2018. Proprio in virtù delle compenenti tecnologiche, che hanno un costo molto alto, se per adesso il AcegasApsAmga (grazie alle garanzie Hera) ha speso circa un terzo dei 52 milioni di euro (soldi che verranno restituiti dalla Regione tramite finanziamento Europeo), ora i costi lieviteranno in maniera esponenziale

TRATTAMENTO BIOLOGICO A TERRA - Il progetto consentirà di avere un depuratore più efficace nell’azione della depurazione e di chiarificazione delle acque, con elevata efficienza gestionale e flessibilità d’impianto. Fra le più importanti novità introdotte vi è il trattamento biologico a terra. Questo trattamento, finalizzato all’abbattimento delle sostanze nutrienti da reflui, come azoto e fosforo, fino a oggi è stato assicurato da una condotta sottomarina di 7 km dotata di 600 torrini diffusori grazie al quale è il mare ad abbattere i nutrienti, che rappresentano, di fatto, un nutrimento per la fauna marina e dunque la loro equilibrata presenza è indispensabile per il benessere dell’ecosistema.

IMPIANTO CHE PARLA CON IL MARE - In linea con le mutate disposizioni dell’Unione Europea in materia (che stanno determinando anche la procedura di infrazione), il trattamento biologico sarà portato sulla terraferma, all’interno del nuovo impianto. Una cessazione troppo brusca dell’apporto di nutrienti al mare potrebbe però avere ripercussioni negative sulla fauna ittica e, più in generale, sull’ecosistema marino. Dunque è stata sviluppata una tecnologia che consentirà di bilanciare l’intensità di trattamento in base allo stato del mare. Sarà dunque attivato in collaborazione con l’Osservatorio Geofisico Sperimentale un monitoraggio costante della quantità di sostanze nutrienti presenti in mare. Sulla base del monitoraggio, dunque in base ai bisogni espressi in un determinato momento dal mare, le Autorità di Controllo potranno determinare l’intensità dell’abbattimento di nutrienti, garantendo sempre il perfetto equilibrio dell’ecosistema marino del Golfo di Trieste. Il nuovo depuratore, dunque, porterà un’evoluzione importante nel concetto di sostenibilità, che consentirà di passare dalla riduzione dell’impatto ambientale al governo vero e proprio di tale impatto, grazie appunto al continuo dialogo con il mare.

PIÙ GRANDE DELLA REGIONE -  La fattiva collaborazione fra Regione FVG, Amministrazione Comunale, Provinciale, Autorità Portuale e AcegasApsAmga ha consentito di superare numerosi passaggi di natura burocratica e di pervenire poi all’aggiudicazione dei lavori. L'ammodernamento del depuratore rappresenta uno dei più importanti investimenti pubblici di questi ultimi anni a Trieste, e permetterà di accrescere in modo decisivo la qualità dell'ambiente e quindi la qualità della vita dei cittadini.  Il depuratore di Servola, con i suoi 190.000 abitanti equivalenti serviti, è di gran lunga il più grande della Regione e precede gli impianti Lignano (150.000 abitanti equivalenti in estate), Tolmezzo (120.000 abitanti equivalenti), San Giorgio di Nogaro (110.000 abitanti equivalenti) e Udine (95.000 abitanti equivalenti).

POLLI - «Un percorso lungo iniziato nel 2001 vede finalmente una fine - ha sottolineato l'assessore all'Ambiente del Comune Luisa Polli -: dopo tutte le vicissitudine burocratiche e amministrative guadagneremo dal punto di vista ambientale e marina; inoltre i cittadini avranno un benefit della qualità dell'aria». 

VITO - «Siamo difronte a un grandissimo investimento per la città che porterà benefici economici (per le ziende coinvolte) che relativi alla qualità dell'acqua - ha spiegato l'assessore regionale Sara Vito -. Grande soddisfazione perché è stata una delle opere he ho studiato nel mio insediamento e siamo arrivati scogliere i nodi siglando poi l'accordo di programma, il primo di tre che ammontano a circa 100 milioni in Regione, a cui abbiamo dato priorità per scongiurare le sanzioni».

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