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Despar contro lo spreco alimentare: nell'anno del Covid recuperati 1,1 milioni di kg di merce

I viveri sono stati ceduti a 200 associazioni del territorio per aiutare le fasce deboli

 1,1 milioni di chilogrammi di merce recuperata serviti poi a preparare 2,3 milioni di pasti destinati ai più bisognosi. Anche nell’anno della pandemia, Aspiag Service, concessionaria del marchio Despar per il Triveneto e l’Emilia Romagna, ha mantenuto il proprio impegno contro lo spreco alimentare, supportando il lavoro di più di duecento associazioni del territorio che, in un clima di alleanza e in una cultura di condivisione, hanno ricevuto e recuperato la merce in scadenza di tutti i punti vendita. Il dato è stato reso noto da Aspiag nella giornata mondiale contro lo spreco alimentare: il valore complessivo delle merci recuperate vicine a scadenza ammonta nel 2020 a 5,7 milioni di euro, una risorsa ancora più preziosa in un anno difficile come quello appena terminato. “L’impegno contro lo spreco alimentare - ha dichiarato Francesco Montalvo, Amministratore Delegato di Aspiag Service - è per Despar prioritario e profondamente consolidato: le attività di connessione con le associazioni locali, che ringraziamo per il loro instancabile impegno, risale al 2003 e da allora ad oggi abbiamo perfezionato le procedure, sviluppato queste piccole e virtuose catene logistiche della solidarietà, e aiutato tante persone”.

Un impegno che non è venuto meno nell’anno della pandemia: “Anzi - ha detto ancora Francesco Montalvo - ci siamo adoperati per superare le difficoltà operative, rendere la cessione merci sicura per tutte le persone coinvolte, arrivando a essere ancora più efficaci, perché ci era chiaro che c’era ancora più bisogno di questo sistema di aiuto, in quel difficile momento”. La cessione merce attivata da Aspiag Service grazie alla collaborazione con Last Minute Market e Banco Alimentare riguarda tutte le categorie merceologiche, e in particolare quelle deperibili: la composizione riguarda il pasto completo, dalle carni al pesce, dalla panetteria ai prodotti alimentari confezionati. L’azione è virtuosa non solo per il supporto alle fasce deboli delle singole comunità, ma anche per l’ambiente, poiché diminuisce l’impatto dei rifiuti prodotti e migliora il saldo ambientale dell’azienda, incidendo meno sui territori: la quantità totale di merce recuperata, infatti, ha consentito di ottenere una riduzione dei rifiuti pari a oltre mille tonnellate, equivalenti a 2.368 cassonetti della spazzatura

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