Cronaca

Diego Masiello festeggia 35 anni nel Corpo forestale: "Siamo i guardiani della Natura"

L'ispettore forestale e coordinatore del centro didattico naturalistico del Fvg ha festeggiato qualche giorno fa 35 anni di servizio. Diego, grazie alla sua squadra e alla rete regionale, controlla e monitora il nostro territorio. Ma non solo. L'intervista

Vivere nella natura, ma anche proteggerla, difenderla ed educare l'altro a rispettarla. Questo è il mondo di Diego Masiello, ispettore forestale di Trieste, che a 61 anni ha festeggiato qualche giorno fa 35 anni di servizio nel Corpo forestale. Tra i fondatori e attuale coordinatore del Centro didattico naturalistico di Basovizza, un moderno centro visite realizzato e gestito dalla Regione attraverso il Corpo forestale regionale, Diego controlla e monitora il nostro territorio grazie alla sua squadra e alla rete regionale.

Quando ha capito che voleva entrare a far parte del Corpo forestale?

"Era il mio sogno da bambino. Dopo aver terminato la scuola superiore, non appena ho avuto la possibilità, ho superato un concorso pubblico. Ciò che mi ha spinto a scegliere questo tipo di lavoro è la possibilità di vivere all'aperto in un ecosistema come quello del bosco, che cambia ogni giorno, pulsa e vive. E' sempre un'avventura nuova".

Come è nato il centro didattico?

"Il nostro Corpo ha anche un compito educativo e didattico, ovvero quello di far comprendere, specialmente alle scuole, l'importanza degli ecosistemi naturali. Avevamo a disposizione l'ex Vivaio forestale dove, nei primi anni dell'Ottocento, nacque e si sviluppò il progetto di rimboschimento del Carso. Chiuso negli anni 70, venne poi utilizzato per dar vita al primo centro visite, ottenendo da subito un grande successo. In seguito, grazie ad un progetto europeo venne trasformato in una struttura grande e moderna. Negli ultimi venti anni abbiamo stimato la presenza di circa 70mila persone".

Cosa meraviglia di più i giovani?

"Vengono attratti dagli animali, dalle storie che non si vedono ma si immaginano. Così, anche solo vedere un lupo, un orso o semplicemente uno scoiattolo, diventa un momento meraviglioso. Ed è grazie alla fauna ed il rispetto che tutti devono all'ecosistema foresta che scatta nel ragazzo la voglia di essere un custode del bosco: siamo i guardiani buoni della Natura".

Cos'è cambiato in questi 35 anni?

"Rispetto a 35 anni fa ho notato maggiore rispetto per il territorio. Grazie alle leggi regionali e statali e un buon lavoro di controllo, l'ambiente è stato più tutelato. Si è partito dalle piccole cose, quelle più semplici: ad esempio prima con la macchina potevi andare ovunque, oggi no. Anche la raccolta della flora è stata regolamentata. Bisogna comunque continuare ad informare ed educare. In questo contesto sono importanti gli insegnanti e le agenzie di educazione che danno supporto a questi ultimi".

Con la pandemia come vi siete adattati?

"Con l'arrivo delle restrizioni il centro è rimasto chiuso. Abbiamo quindi approfittato della situazione per iniziare la ristrutturazione interna in quanto entro l'anno diventerà il centro del futuro geoparco del Carso. Cambieremo gli allestimenti interni e il percorso espositivo si concentrerà anche sull'aspetto geologico per comprendere la bellezza di ciò che abbiamo. A volte, infatti, ci dimentichiamo che sotto il bosco c'è la roccia".

Cosa è cambiato nel mondo della natura?

"A marzo ci siamo subito accorti che la distanza di avvicinamento della fauna si era ridotta: gli animali si sentivano più sicuri, perchè c'erano meno persone. Ci hanno ricordato che noi siamo ospiti a casa loro".

Se oggi potesse dire qualcosa a quel bambino che sognava di entrare nel Corpo forestale, cosa gli direbbe?

"Gli direi che 35 anni non bastano: ogni giorno si impara qualcosa di nuovo ed è importante entrare in punta di piedi nei fragili ecosistemi".

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