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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Dipiazza IV e programma di governo, la giunta incassa il sì dell'aula in un clima kafkiano

Il consiglio comunale andato in scena nel tardo pomeriggio di oggi ha evidenziato la presa di posizione delle opposizioni nei confronti delle linee programmatiche della giunta. Maggioranza compatta nel voto. Ugo Rossi ingaggia una lotta con il presidente Panteca. Bisticciano Pasino e Polacco, Russo e Medau. Adesso Trieste boccia il piano di governo

Che presenta i caratteri dei personaggi e delle situazioni tipiche della sua narrativa, ispirata all'assurdità e all'incomprensibilità delle situazioni in cui viene a trovarsi l'esistenza umana. Se non fosse per il voto favorevole dell'aula che sancisce l'ok al documento di governo per i prossimi cinque anni, la seduta del consiglio comunale andata in scena nel tardo pomeriggio di oggi 22 novembre potrebbe essere definita, senza problemi, kafkiana. I 40 consiglieri comunali, ancora ostaggio delle posizioni no vax (e quindi anti green pass) di alcuni consiglieri, si sono dovuti collegare da remoto anche oggi, di fatto raffreddando un dibattito che sarebbe potuto essere certamente più interessante. L'aula ha iniziato direttamente con la discussione delle linee programmatiche del Dipiazza quater, punti che lo stesso primo cittadino aveva letto due settimane fa, in occasione del consiglio comunale che aveva visto l'occupazione della sala giunta da parte del centrosinistra e lo show del consigliere 3V Ugo Rossi, collegatosi da piazza Unità circondato da un drappello di fedelissimi. 

"Sceriffata" di Medau, intervento fiume di Russo

Per arrivare alla votazione ci sono volute quasi cinque ore di discussione. Si inizia con un intervento fiume di Francesco Russo (quasi venti minuti) che rinuncia al secondo intervento e si attira le ire di Marcelo Medau, capogruppo di Fratelli d'Italia. Il sovranista si spazientisce e, ben prima di parlare dell'italianità di palazzo Cheba "casa di tutti i triestini", chiede al presidente Panteca di interrompere il dem. "Basta presidente". Prima del siparietto con Medau, lo sfidante di Dipiazza aveva offerto collaborazione alla nuova giunta sulla base soprattutto di un "progetto organico su Porto Vecchio, che sia ambizioso e che non pensi solo a traslochi ma che segni un salto di qualità. E' vero - ha detto Russo - che però avete fatto la giunta coi bilancini e non avete coinvolto nessuna personalità esterna, ad esempio laddove avete fatto più fatica, vale a dire i Lavori Pubblici". 

Un po' di tutto, in aula

Dal canto suo il sindaco Dipiazza ascolta una manciata di interventi e poi se ne va lasciando l'aula consiliare preda di altalenanti posizioni. La girandola va dalla presenza dell'assessore Sandra Savino e arriva fino al "dovreste vergognarvi" di Ugo Rossi, per poi passare dalla richiesta di Stefano Ukmar del parlare in lingua slovena (oltre ad un parere favorevole, ma con riserva, all'ovovia) e giungere, infine, al sostegno forzista di Michele Babuder al "nuovo" governo della città e alle "sue" terrazze barcolane. C'è un po' di tutto, in questo consiglio, dove la lettura degli interventi da casa o dall'ufficio raffreddano un'aula di per sé già sonnolenta. Poi Adesso Trieste punta il dito contro il programma del primo cittadino ed il consiglio si scalda. "Conta quello che qui non è scritto, forse per vergogna, su stadio Grezar, tram de Opcina, Parco del Mare, natura multilinguistica della città. La sicurezza nelle scuole per noi è evitare che caschino calcinacci e solai, non sorvegliare i cortili con le telecamere". Ma è una fiammata e poco più. 

I bisticci e le lotte

Per il resto, oltre a "Trieste perla dell'alto Adriatico" di Rescigno e la denuncia della pentastellata Alessandra Richetti "mancano la questione femminile e tutto ciò che ha a che fare con le altre comunità. Il documento è inadeguato e incompleto ed è lontano dall'agenda 2030", su GoToMeeting (la piattaforma usata) succede veramente poco. Mirko Mantini difende la giunta, chiede lo scorporo di una delega sulla "mitigazione degli effetti del cambiamento climatico" e fissa il "turismo di nicchia, non solo quello di massa" come obiettivo necessario per la prossima legislatura. Il presidente Panteca ingaggia una lotta con Ugo Rossi, Pasino e Polacco bisticciano, Salvati e Ukmar chiedono ancora delucidazioni sugli impegni del sindaco, mentre Valentina Repini del Partito democratico chiede di "ricostruire la fiducia nelle istituzioni. Trieste ha bisogno di ripartire". "Manteniamoci sulle linee programmatiche - così Panteca - altrimenti non finiamo più". Una pezza, alla fine, la mette Carlo Grilli, assessore ai Servizi Sociali, che richiama alla responsabilità i consiglieri, chiede di moderare i giudizi sugli assessori e augura "buon lavoro a tutti". Come a dire che i prossimi cinque anni saranno molto lunghi. 

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