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Dipiazza scrive a Conte: "Riaprire prima del 4 maggio, altrimenti effetti devastanti"

"Il primo obiettivo da salvaguardare resta sicuramente quello della salute, ma è anche vero che senza economia non c’è nemmeno la salute" scrive il sindaco , specificando poi che "Il paese non può permettersi di star fermo, un fermo che ci costa 47 miliardi al mese"

 

Il sindaco Roerto Dipiazza scrive al premier Giuseppe Conte per chiedere "una riapertura graduale prima del 4 maggio". Dipiazza sostiene che "Trieste ed il Fvg sono già pronte per una riapertura graduale e responsabile. E’ importante che questo avvenga prima del 4 maggio perché oltre a subire i devastanti effetti economici che sta vivendo l’Italia, subiamo anche i negativi effetti economici per le nostre realtà industriali, commerciali ed artigiane che arrivano dalla ripartenza che già sta avvenendo nei Paesi con noi confinanti.

"Mi sto muovendo per far ripartire questa città - dichiara il sindaco in un video su Facebook -, ho incontrato il presidenti di Confcommercio, Confartigianato e Confindustria, nonché il presidente Fedriga. Ho preparato una lettera per il presidente Conte, chiedendogli di far ripartire la mia città e il paese. Devo dire anche che il Fvg è una delle regioni più virtuose, anzi la più virtuosa d'Italia. Io ringrazio i cittadini di Trieste per il comportamento che hanno tenuto in questo periodo, e grazie a loro potremo ripartire".

Secondo Dipiazza "non possiamo andare oltre il 4 maggio, noi dovremo gradualmente ripartire con i nostri cantieri e tutto ciò che crea ricchezza, perché altrimenti non ce la facciamo più. Il Comune di Trieste sta perdendo un sacco di soldi, introiti, calcoliamo circa 10 milioni l'anno. Il paese non può permettersi di star fermo, un fermo che ci costa 47 miliardi al mese".

Di seguito il testo integrale della lettera:

Signor Presidente,

con la consapevolezza comune che siamo un grande Paese e con la convinzione che da questa esperienza legata all’emergenza COVID-19 possiamo uscirne migliori sul piano individuale e più uniti come comunità, sono a scriverLe per portare alla Sua diretta attenzione sia la realtà di come la città di Trieste, che sono onorato di amministrare per la terza volta, sta vivendo questa situazione, sia di come il tessuto industriale, commerciale e artigianale si sta muovendo per poter essere pronto nel momento della ripartenza graduale, che ci auguriamo possa avvenire prima dei tempi previsti. Non è mia intenzione presentarLe i numeri legati al territorio relativi a questa situazione che, purtroppo, conosce bene e che sono in questo periodo i nostri compagni di viaggio per le scelte e le decisioni da prendere.

Porto, invece, alla Sua attenzione il fatto che se Trieste ed il Friuli Venezia Giulia rappresentano una realtà virtuosa sia nel panorama nazionale che fra le Regioni del nord del Paese per quanto attiene al contenimento del COVID-19, ciò è dovuto al senso di responsabilità e rispetto delle regole da parte dei suoi cittadini e delle differenti associazioni di categoria del territorio. Questo esempio di comportamento è il frutto della fiducia che la popolazione ha verso le leadership di Governo, Regione, Comune e delle differenti categoria economiche.

Trieste, patrimonio storico, culturale, scientifico del Paese, e l’intera regione FVG da sempre sono esempio di capacità di reazione e ricostruzione. La popolazione di queste terre è stata insignita con la Medaglia d’oro al Merito Civile per i fatti legati al terremoto del 6 maggio del 1976, con la seguente motivazione: “in occasione di un disastroso terremoto, l'intera popolazione del Friuli Venezia Giulia dava prova collettiva di spirito civico e di forza morale, offrendo determinante contributo ed incondizionato impegno alla rapida ricostruzione morale e materiale dei paesi distrutti. Splendido esempio di grande solidarietà sociale e nobile spirito di abnegazione, meritevole dell'amministrazione e della gratitudine della Nazione tutta”. Ciò rende bene qual è il nostro dna. Anche in questo tormentato periodo, il dialogo tra questa Amministrazione comunale ed il Governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga è costante e sempre focalizzato sul piano gestionale dell’emergenza e mai politico.

Altrettanto costante ed intenso è il confronto con il Presidente degli Industriali Michelangelo Agrusti, il Presidente di Confcommercio Antonio Paoletti, il Presidente di Confartigianato Dario Bruni, che ringrazio per il grande senso di responsabilità e l’importante concreto contributo tecnico nell’armonizzazione e gestire le differenti fasi di sostegno al comparto e di ripartenza. Sia come Comune di Trieste, che come Associazioni ognuno sta facendo la propria parte nell’interesse dei cittadini, del territorio e quindi del Paese. Trieste ed il Friuli Venezia Giulia sono già pronti per riprendere in modo graduale la fase di riapertura. Ripartenza che auspichiamo e chiediamo possa, in forza dei dati, del concreto esempio di responsabilità mostrato dalla popolazione e dei protocolli già approvati dalle diverse categorie, avvenire prima del 4 maggio.

Trieste ed il Friuli Venezia Giulia oltre a subire, come tutto il Paese, gli effetti devastanti sul piano economico di questa situazione, subiscono anche gli effetti della ripartenza dei Paesi confinanti. Il primo obiettivo da salvaguardare resta sicuramente quello della salute, ma è anche vero che senza economia non c’è nemmeno la salute. Signor Presidente, Trieste ed il Friuli Venezia Giulia sono già pronti per avviare la fase di ripartenza e l’auspicio e la richiesta di questa Amministrazione comunale e del tessuto produttivo di questo territorio sono quelle che ciò possa avvenire prima del 4 maggio, armonizzando ogni passaggio con il Governo e la Regione Friuli Venezia Giulia. Nell’augurarLe un buon lavoro in questo difficile momento ed assicurandoLe la leale collaborazione istituzionale, confido che quanto portato alla Sua attenzione possa diventare oggetto del processo decisionale in atto.

Con i migliori saluti

Gr. Uff. Roberto Dipiazza Sindaco di Trieste

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