"Capolinea pericolosi e inefficienti", i sindacati di Trieste Trasporti su Piazza Libertà

Denunciati disagi per lo spostamento dei capolinea dei bus in largo Città di Santos: "Ritardi, code, niente pensiline, cartelli, bagni e punti di ristoro per gli autisti e, soprattutto, rischi per la sicurezza stradale. E dall'amministrazione comunale un'arroganza senza precedenti"

Foto di repertorio Giovanni Aiello

Ritardi, autobus in coda, niente pensiline per ripararsi da sole o pioggia, niente bagni e punti di ristoro vicini per gli autisti e, soprattutto, rischi per la sicurezza stradale: questi i disagi lamentati dai sindacati di Trieste Trasporti dopo lo spostamento dei capolinea dei bus in largo Città di Santos, (davanti alla stazione delle auto corriere) conseguentemente ai lavori di riqualificazione in piazza Libertà. Perplessità già comunicate dai sindacalisti in VI commissione consiliare, in una seduta sopralluogo del 7 maggio a cui, però, non è stato mai dato seguito. 

“In questa sede – riferiscono in una nota congiunta FILT CGIL, FIT CISL, UILtrasporti, FAISA CISAL e UGL- non si erano presentati né assessori né tecnici competenti nonostante le nostre precedenti e frequenti richieste in merito. Al termine della riunione la commissione aveva promesso una riconvocazione con tutte le autorità competenti entro la settimana seguente ma da allora non abbiamo avuto alcun riscontro”. I sindacati lamentano quindi “un’arroganza da parte di questa amministrazione che non ci si aspettava dopo anni di fattiva collaborazione”.

"Effetto trenino"

Patrizia Ceppi (FIT CISL) dichiara che “i capolinea con le linee accorpate non funzionano: ci sono linee più frequenti e altre che rimangono ferme a lungo e si finisce per creare l''effetto trenino', che rallenta tutta la circolazione. Poi hanno messo le strisce pedonali in mezzo alle piazzole per gli autobus, quindi noi dobbiamo comunque lasciare spazio per i pedoni”.

Piazza Libertà: forte preoccupazione dai sindacati del trasporto pubblico

Gravi rischi per la sicurezza stradale

Secondo Ceppi, inoltre, “La svolta in via Ghega è molto pericolosa: dobbiamo incolonnarci sulla corsia preferenziale, abbiamo di fianco le due corsie di marcia degli altri veicoli, che invadiamo per poter allargare e imboccare la curva. In questo modo siamo a ridosso delle auto e se passa uno scooter in mezzo e c'è il rischio di ritrovarsi di nuovo con il morto sulle spalle”.

Niente bagni e punti di ristoro

“C'è anche il problema dei bagni e dei punti di ristoro – continua l'esponente di FIT CISL -, che sono lontanissimi, i più vicini sono i servizi della stazione ma sono a pagamento anche per gli autisti. Per raggiungere i bar bisogna attraversare tutta la stazione e coi tempi stretti che ci sono si rischia di partire in ritardo. L'azienda era anche disposta a mettere la sua quota monetaria per ristrutturare i bagni vicino alla sala Tripcovich, ma visto che potrebbe essere abbattuta il Comune non dà il permesso”.

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NIente pensiline e cartelli

“Inoltre - conclude Ceppi -, con 38 gradi non ci sono nemmeno pensiline per far riparare gli utenti e non voglio pensare con pioggia e bora. Manca l'illuminazione ma anche i cartelli esplicativi: i passeggeri sono in stato confusionale e giorni fa una turista è salita sulla 51 sbagliata, doveva andare all'aeroporto ed è finita all'area di ricerca”. Le OOSS valutano ora “Eventuali azioni di protesta da mettere in campo”.

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