Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Disoccupazione: in regione 27mila giovani senza lavoro e non impegnati in percorsi di studio

Dato emerso stamattina durante un incontro promosso dalla CGIL. Franco Belci, segretario regionale: «I cittadini regionali in stato o a rischio povertà raggiungono platea potenziale di 100mila persone. Reddito di base sia legato al mercato del lavoro»

«Se l’idea della Giunta è quella di puntare su uno strumento di pura assistenza, rischiamo di avere risposte molto parziali. Se vogliamo una misura efficace, visto anche il livello di risorse a disposizione, il reddito di base deve essere legato anche al mercato del lavoro».

Lo ha detto il segretario regionale della Cgil aprendo il direttivo regionale tenutosi questa mattina a Udine, dedicato proprio al reddito di base e al disegno di legge Rilancimpresa presentato dalla Giunta.

«I dati – ha spiegato Belci – ci dicono che in questa regione i cittadini in stato di povertà o a rischio di povertà raggiungono una platea potenziale di 100mila persone. Essendo impensabile poter dare una risposta a tutti in chiave di mera assistenza al reddito, dobbiamo puntare su uno strumento in grado di aggredire la povertà favorendo l’occupazione giovanile e la rioccupazione di lavoratori non coperti dagli ammortizzatori. Ecco perché la proposta che stiamo elaborando assieme all’Ires, e che presenteremo ufficalmente il 20 febbraio alla presenza del segretario generale Susanna Camusso, è collegata alle politiche per il lavoro».

CONFRONTO. Le sollecitazioni della Cgil, ha detto ancora Belci, hanno contribuito a sbloccare un dibattito, quello sul reddito di cittadinanza, che era sostanzialmente fermo, «nonostante la misura – ha ricordato il segretario – fosse il punto principale del programma dell’attuale maggioranza». Ritardi anche su altre questioni aperte, come quella inerente alla legalità degli appalti: «L’incontro che si terrà domani su questo tema – denuncia Belci – arriva a tre mesi dalla prima richiesta che abbiamo presentato all’assessore».

SOS GIOVANI. A imporre un raccordo tra reddito di inserimento e politiche per il lavoro anche l’andamento del piano Garanzia Giovani, che a distanza di otto mesi dal suo varo, ha ricordato Orietta Olivo, responsabile welfare della segreteria regionale, «conta soltanto 8mila iscritti, di cui poco più di 3mila presi in carico dai centri per l’impiego, a fronte di una platea di ben 27mila giovani Neet, cioè senza lavoro e non impegnati in percorsi di studio o formazione». Platea che non avrà benefici dal jobs act nazionale, sul quale la Cgil conferma un giudizio nettamente negativo.

RILANCIMPRESA. Quanto al piano Rilancimpresa, la Cgil esprime qualche preoccupazione: «L’impostazione generale è positiva – spiega Belci –, ma da parte nostra esprimiamo una nettà contrarietà alle ipotesi di emendamento sulla riduzione Irap, che deve restare selettiva e non diventare generalizzata, e di condizionamento degli sgravi Irpef ai lavoratori alla sottoscrizione di accordi aziendali. Un’ipotesi quest’ultima che riteniamo impercorribile perché iniqua nei confronti dei lavoratori più deboli e di dubbia applicabilità sotto il profilo del sostegno alle imprese».

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