Domenica, 21 Luglio 2024
Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla

Disturbi del comportamento alimentare: ricoveri raddoppiati in periodo Covid, ora in calo

Ricorre oggi la giornata nazionale dedicata a questi disturbi. La dottoressa Di Leo, gastroenterologa al Burlo: "Nel pre pandemia avevamo sempre uno o due ragazze ricoverate, nel periodo del Covid e subito dopo arrivavano a cinque. Ora, dal secondo semestre del 2022, i numeri stanno rientrando, ma potrebbe essere transitorio"

TRIESTE - I ricoveri al Burlo per disturbi alimentari sono raddoppiati nel periodo della pandemia e nel post Covid, ma il fenomeno è in parte rientrato negli ultimi mesi, assestandosi a valori meno preoccupanti . Lo dichiara la dottoressa Grazia Di Leo, gastroenterologa e nutrizionista al Burlo Garofolo, centro nutrizionale di riferimento regionale per i disturbi del comportamento alimentare. Oggi, 15 marzo, è la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi del comportamento alimentare, una ricorrenza che ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza su un problema ancora oggi rilevante, come confermato dagli specialisti dell’Irccs.

Quelli appena citati sono casi di anoressia grave, quando i giovani pazienti - soprattutto ragazze - sono malnutriti e necessitano la supplementazione con nutrizionale artificiale. “Se nel pre pandemia avevamo sempre uno o due ragazze ricoverate - spiega la dottoressa - nel periodo del Covid e subito dopo arrivavano a cinque. Un aumento che ci ha spiazzati. Ora, dal secondo semestre del 2022, i numeri stanno rientrando, ma potrebbe essere un momento, vedremo se il trend è definitivo o se i numeri risaliranno. Comunque non siamo ancora ai livelli del pre Covid e il problema resta rilevante”.

I fattori che facilitano l’insorgere di questa patologia nei giovani sono molti, dagli ideali fisici irrealizzabili, propinati da media e social, a pregresse fragilità psicologiche. Tuttavia, in pandemia, sono subentrate altre aggravanti: “Ha influito il non vivere in contesti sociali normali - spiega la specialista -. In questi pazienti c’è una tendenza al controllo, ma non potevano più controllare nulla perché erano chiusi in casa e lontani dai pari, quindi potevano esercitare il controllo solo su se stessi e sul proprio peso”.

Si tratta di numeri probabilmente sottostimati perché, oltra ai citati casi gravi, esiste un sommerso: “Ci sono altre forme di disturbo del comportamento alimentare come il cosiddetto binge eating, in cui i ragazzi mangiano in maniera sconsiderata e sono molto sovrappeso. Questi pazienti non vengono sempre intercettati, come chi soffre di bulimia, che ha un normopeso ma vomita in continuazione. Queste problematiche emergono solo dopo un’attenta anamnesi del paziente, e in ciò sta anche il ruolo fondamentale dei pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale”.

E’ molto importante individuare subito i segnali del disturbo alimentare, perché una diagnosi e un trattamento precoce facilitano la risoluzione del problema: “Se i pazienti vengono intercettati prima della strutturazione del pensiero e del peso, la prognosi è buona nel 70 per cento dei casi si può avere una guarigione , ma se la scoperta del problema è tardiva è più difficile tornare indietro e la percentuale scende al 40- 50 per cento”.

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