Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Lavori Divaccia-Capodistria a maggio, la politica regionale ribadisce il no all'opera

La contrarietà è stata espressa sia dall'assessore regionale all'Ambiente Fabio Scoccimarro che dalla responsabile Ambiente Pd Sara Vito. Sul progetto da un miliardo e duecento milioni, i finanziamenti in mano a Lubiana ammonterebbero a circa duecento milioni. Perplessità e dubbi in Italia, la Slovenia non vuole perdere il treno

La maggioranza e l'opposizione esprimono la loro unanime contrarietà al raddoppio della Capodistria-Divaccia, linea ferroviaria sulla quale la Slovenia ha deciso di puntare con forza ma sulla cui realizzazione, oltre alle perplessità di carattere ambientale, aleggiano dubbi di natura finanziaria. Per il completamento dell'opera, infatti, ci sarebbe bisogno di un investimento complessivo di circa un miliardo e duecento milioni di euro, mentre al momento Lubiana è riuscita a reperirne appena un sesto. Inoltre, il progetto vede all'orizzonte uno sbarramento compatto da parte delle forze politiche del Friuli Venezia Giulia, con l'assoluta contrarietà al cantiere ribadita sia dall'assessore regionale Fabio Scoccimarro che dal Partito Democratico. 

L'assessorato all'Ambiente: "No assoluto"

"Rischia di creare danni ambientali irreversibili per la Riserva naturale della Val Rosandra a Trieste - così l'esponente di Fratelli d'Italia -. Nell'ambito dei rapporti con l'Italia e con il Friuli Venezia Giulia non è accettabile che il Governo sloveno dimostri insensibilità al tema ambientale e non applichi i protocolli previsti dai rapporti internazionali". Il rischio di un disastro ambientale, secondo Scoccimarro, c'è e verrebbe dimostrato dai numerosi colloqui avvenuti in occasione degli incontri bilaterali italo-sloveni sul tema e dal parere negativo espresso da Roma.

"Le gallerie sotterranee previste dal progetto rischiano di provocare il prosciugamento dei torrenti Rosandra e Ospo". La Slovenia sembrerebbe intenzionata a tirare dritto, nonostante la contrarietà degli ecologisti sloveni. Scoccimarro infine ha annunciato l'incontro con esponenti del nuovo Governo. "Chiederò anche ai nostri parlamentari europei, un intervento di massima urgenza per bloccare l'imminente partenza del cantiere". 

L'opera da un miliardo e duecento milioni: i retroscena dell'affare

La posizione del Pd

Alle parole della giunta regionale fanno eco quelle del Partito Democratico attraverso la responsabile Ambiente Fvg Sara Vito. Ribadendo la bocciatura dell'opera espressa "già nel 2013, con la giunta Serracchiani", l'esponente dem ha ricordato che la bocciatura dell'epoca era "per la mancanza di sicurezze sulla compatibilità ambientale dell’opera". La Regione aveva quindi sollevato perplessità che erano giunte fino al ministero. La Slovenia non ha ancora dato elementi di rassicurazione".

L'inizio dei lavori del primo tratto dovrebbero partire a maggio e Lubiana sembra intenzionata a non voler perdere il treno. Per gli sloveni si tratta di raddoppiare i collegamenti del retroterra con lo scalo principale, in un aumento di traffico da portare a casa anche e soprattutto in funzione concorrenziale rispetto al porto di Trieste. Oltre alle preoccupazione ambientali, la partita sembra essere tutta lì. 

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