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Usi Cit Fvg "interroga" il Comune di Trieste: dieci domande sui servizi educativi

La lista di quesiti vuole fare chiarezza su alcune questioni legate ai servizi educativi per l'estate 2020

Riceviamo e pubblichiamo integralmente le dieci domande  del sindacato USI-CIT Fvg all'Amministrazione Comunale di Trieste riguardo alla gestione dei Servizi Educativi per l’estate 2020.

1. E’ stato dichiarato dagli assessori del Comune di Trieste che quest’anno sono stati spesi 1,5 milioni di euro oltre allo stanziamento “consueto” di 800.000 €. Dove e in che modo sono stati spesi questi soldi?

2. E’ stato riferito che “sono state messe in piedi” convenzioni con associazioni private, sportive, ricreative, religiose e del “terzo settore”. Di che associazioni si tratta? Come mai l’Amministrazione ha scelto di rivolgersi ai privati?

3. Il Comune di Trieste dispone di strutture adeguate in cui sarebbe stata possibile svolgere l’attività educativa. Perché non è stata scelta questa soluzione?

4. Un Ricreatorio Comunale (il Ricreatorio Stuparich) durante il periodo estivo non verrà gestito direttamente dal personale educativo in forza al Comune di Trieste ma probabilmente verrà dato in gestione ai privati, togliendo un’ulteriore risorsa all’offerta che il Comune può dare in maniera diretta e tempestiva. E’ questa la strada che l'Amministrazione intende percorrere anche per il futuro?

5. Sempre secondo le parole degli assessori competenti, quest’anno verranno assunti a tempo determinato per il periodo estivo 49 educatori. Perché non è stato detto che il Comune assume ogni anno degli educatori a tempo determinato per poter aprire il servizio Ricrestate, che altrimenti non potrebbe essere avviato? Da diversi anni il numero degli educatori assunti per il Ricrestate è sempre di 49 unità.

6. Con tutta probabilità non verranno fatte uscite educative al di fuori delle strutture. Data la situazione a livello sanitario in Regione, è davvero questa la soluzione giusta, pensando al benessere dei bambini che frequenteranno i Ricreatori quest’estate?

7. Benché siano stati fatti degli acquisti necessari per permettere ai bambini di stare all’interno delle strutture per molte ore, non è stato fatto un pensiero rispetto alle dotazioni per il gioco individuale e collettivo in sicurezza. Come mai non è stato possibile stanziare una parte del budget per la dotazione di base, essenziale in particolare in questo momento?

8. Rispetto alla riapertura dei Servizi Educativi, non è stato minimamente preso in considerazione il parere delle equipe. Non sarebbe stato utile e proficuo ascoltare i suggerimenti e le proposte dei gruppi di lavoro, che vivono quotidianamente la relazione educativa?

9. Alle famiglie che usufruiscono dei Servizi Educativi sono state fornite informazioni adeguate, tempestive ed esaustive, sia sul numero degli accolti sia sulle modalità di frequenza?

10. Infine, mentre all’esterno le restrizioni si stanno via via riducendo, all’interno delle strutture educative le prescrizioni saranno in ogni caso molto più stringenti e mirate al controllo e alla sorveglianza.

In che modo potrà essere svolto il lavoro educativo a cui i Servizi si richiamano?

Quale tipo di benessere ci si aspetta che i bambini e le bambine ottengano da questa modalità di gestione?

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