Donna fatta scendere dal bus con il proprio cane: esposto in Procura

L’esposto presentato dall’avvocato Patrizia Di Lorenzo, attiva nella tutela legale del benessere animali, che Triesteprima ha avuto modo di intervistare in occasione dell’entrata in vigore delle recenti modifiche alla Legge regionale in materia di animali d’affezione. Tra i possibili reati l’interruzione di servizio pubblico e l’abuso d’ufficio

Presentato questa mattina alla Procura della Repubblica di Trieste un esposto da parte dell’avvocato Patrizia Di Lorenzo a seguito delle notizie diffuse in merito alla decisione di un conducente di un bus di non proseguire la sua corsa fino a quando una donna col proprio cane non fosse scesa dal bus, decisione che ha determinato anche l‘intervento dei Carabinieri.

«Già in data 2 aprile, – ci spiega l’avvocato Di Lorenzo - alla luce del comunicato della Trieste Trasporti pubblicato la sera prima dell’entrata in vigore delle modifiche alla  Legge Regionale sugli animali d’affezione, avevo preannunciato eventuali azioni legali qualora la società avesse persistito nell’annunciato comportamento illegittimo. Ora, alla luce dei nuovi accadimenti e alle mancate risposte alle PEC (posta elettronica certificata ndr.) di diffida inviate alla Trieste Trasporti  ed agli uffici della Regione che avrebbero emesso la (mai resa pubblica) nota con l’effetto di rinviare, de facto, l’entrata in vigore della legge  per la Trieste Trasporti, in data odierna ho presentato un esposto alla Procura della Repubblica affinché i Magistrati accertino se nell’atteggiamento della Trieste Trasporti e di altri eventuali soggetti  che rifiutano di dar applicazione ad una norma che è entrata in vigore oltre un mese fa, sussistano ipotesi di reato che potrebbero ipotizzarsi nell’abuso d’ufficio, nell’interruzione di servizio pubblico e nella violenza privata».Patrizia Di Lorenzo-3

«La querela per i altri reati ipotizzabili negli episodi lamentati, quali ad esempio l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni, può essere presentata solo dai soggetti lesi, ovvero le persone fatte scendere dal bus. Ribadisco che la legge è entrata in vigore lo scorso 2 aprile e che la norma ha un carattere precettivo non dando  spazio ad interpretazioni. Gli eventuali regolamenti dell’azienda potranno normare, ad esempio, il pagamento del biglietto, il divieto d’accesso alle cagne in calore, il divieto di accesso a cani portatori di parassiti interni ed esterni, si potrà dedicare eventualmente uno spazio dedicato ai cani all’interno dei mezzi pubblici, qualora ve ne fosse la possibilità tecnica.  Lo sottolineo ancora una volta: il regolamento deve essere attuativo e non può derogare alla norma di legge, in quanto quest’ultima ha carattere superiore».

«Per questo motivo – sottolinea Di Lorenzo - l’atteggiamento della Trieste Trasporti e le dichiarazioni dell’Assessore Zollia della Provincia riportate dalla stampa,  in cui si afferma che la norma è in vigore ma non è efficace, non hanno fondamento giuridico. Se la società di trasporto pubblico non è in grado di varare un regolamento interno è un problema della Trieste Trasporti. Avevo proposta alla TT l’ausilio di un’etologa esperta per la redazione di detto regolamento ma non ho avuto risposta».

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«Tra le altre cose, – conclude l’avvocato – il rifiuto di far viaggiare nei bus le persone con i propri cani viola norme contrattuali perché nel momento in cui viene sottoscritto un abbonamento o viene obliterato un biglietto, perché si è a conoscenza che c’è una legge regionale che permette di accedere ai bus con il proprio amico Fido, viene stipulato un contratto con la Trieste Trasporti che deve essere rispettato: ne consegue che se non fanno salire l’utente o se lo fanno scendere,  c’è una violazione contrattuale. Da rilevare che la Trieste Trasporti ha una concessione che concerne il trasporto pubblico. Il comportamento della TT sul punto va a violare anche le norme relative alla concessione perché  si nega il trasporto ai soggetti che intendono usufruire del trasporto pubblico, ovvero gli utenti con i cani  e questo fatto è sicuramente grave». 

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