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Domenica, 23 Giugno 2024
Maltrattamenti in famiglia

Donne picchiate davanti ai figli, raffica di interventi della polizia: otto ammonimenti in due mesi

In un caso la violenza è avvenuta davanti a tre figli minorenni. La dirigente dell’anticrimine Di Stefano: “Interventi quasi quotidiani”

TRIESTE - Tra settembre e ottobre la polizia di stato di Trieste ha emesso otto ammonimenti per violenza domestica e uno per stalking a carico di uomini che si sono resi responsabili di maltrattamenti nei confronti di donne, a volte anche davanti ai figli. Degli otto ammoniti, tre sono cittadini italiani e cinque stranieri. Tra questi, tre cittadini comunitari e due extracomunitari, con un’età media di 33 anni. L’età delle donne vittima di violenze, invece, è in media di 38 anni. Gli episodi sono avvenuti in quattro casi in centro a Trieste, tre nelle periferie e in uno a Muggia. Ammonimenti che, da prassi, non hanno scadenza a meno che l’interessato non ne chieda la revoca, concedibile sono dopo adeguate verifiche.

Alcune specifiche sui dati inviati stamattina tramite una nota della polizia sono state rilasciate a Trieste Prima dalla dirigente della divisione anticrimine Delfina Di Stefano, che specifica come in un caso, avvenuto il 20 settembre scorso, c’è stato un intervento della polizia in un appartamento dove gli agenti hanno trovato una donna “con segni evidenti di percosse e lividi - spiega Di Stefano -, presa a calci e pugni il giorno prima dal compagno, un cittadino italiano. Ne abbiamo trovato evidenza sul volto e su altre parti del corpo. In quell’appartamento c’erano stati pregressi interventi e segnalazioni”.

In un altro di questi casi un cittadino straniero ha usato violenza alla compagna davanti ai tre figli minori. Il provvedimento è scattato i primi di settembre ma è successo a fine agosto, quandp la squadra volante della questura è intervenuta in seguito a una chiamata e ha trovato la casa completamente a soqquadro. “Sia dal punto di vista dei nostri atti che dalle confessioni della donna - ha spiegato Di Stefano - è emerso un pregresso di violenze che la vittima subiva da sempre e, mettendo insieme questi dati, è stato possibile emettere il provvedimento, in accordo con l’Autorità Giudiziaria. La situazione era già nota ai servizi”.

“Sono interventi che noi facciamo quasi quotidianamente nelle case di Trieste - ha precisato la dirigente - I due casi appena descritti rappresentano situazioni tipo, case in cui sono presenti dei bambini. A volte veniamo chiamati dagli stessi figli adolescenti, oppure da vicini di casa o amici”.

“Nei nuclei familiari - conclude Di Stefano - l’uso di sostanze alcoliche o stupefacenti aumenta il rischio di questi episodi e questo caso segnaliamo problemi di dipendenza ai servizi Asugi. Se riteniamo che la donna sia a rischio la possiamo ospitare, su sua richiesta, in una struttura dell Goap. Quando notifichiamo l’ammonimento, contestualmente fissiamo un appuntamento con l’associazione Inter Pares e diamo la possibilità all’uomo di sottoporsi volontariamente e gratuitamente un percorso di terapia”.

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