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E' nata "Durante e dopo di noi", la fondazione del Comune a favore dei disabili

Il Consiglio comunale di Trieste ha approvato all'unanimità la delibera fortemente voluta dall'assessore "buono" Carlo Grilli. "Sono emozionato, è un momento straordinario per tutta la città". Momenti critici prima della votazione. Mediazione del Partito Democratico

Il dovere di una classe dirigente, al di là della retorica che in politica è troppo spesso presente, è anche quello di stringersi attorno alle famiglie più bisognose. Questa sera il Consiglio comunale, all'unanimità, ha approvato la creazione della Fondazione "Durante e dopo di noi", creatura fortemente voluta dall'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trieste, Carlo Grilli, e che vedrà la costituzione di un soggetto giuridico con capitale a partecipazione mista capace di operare nel sostegno alle famiglie in difficoltà. 

Le parole di Grilli

"Grazie davvero dal profondo del cuore - ha affermato Grilli - per aver dimostrato una volontà di coesione e un voto unanime. Sono veramente emozionato, raramente ho visto i lavori del Consiglio raggiungere una condivisione così grande. Questo è un momento straordinario per me e per tutta la città". La Fondazione, che verrà costituita anche grazie ad una parte del lascito testamentario che Matilde Morpurgo vedova Colonna di Stigliano decise di donare al Comune, potrà contare annualmente su circa 50 mila euro di dividendi provenienti dalle azioni Generali di proprietà del Comune, azioni il cui usufrutto su base trentennale è pari a poco più di 260 mila euro. 

I lavori d'aula

Dopo l'inizio dell'ultima seduta consiliare prima della pausa estiva, seduta rimandata di un'ora a causa della decisione del presidente Francesco Panteca di eliminare la fase dedicata alle consuete domande d'attualità - scelta che ha scatenato le reazioni dell'opposizione - i consiglieri comunali si sono alternati nel dibattito relativo alla Fondazione che, per dirla con le parole di Grilli, vuole "donare ai genitori una libertà in precedenza negata, ovvero quella in cui l’ente pubblico può garantire continuità". 

Carlo Grilli ha rimarcato come la delibera "vuole dare una risposta di dignità attraverso la costituzione di questa Fondazione". Secondo l'assessore "buono" della Giunta Dipiazza "la nascita di un bambino può portare instabilità in famiglia. In questo caso sussiste la paura, perché non sai se avrai la forza di portare avanti un compito così pesante e ti chiedi solo ed esclusivamente se sarà in grado in guarire". 

"Se la risposta è negativa - ha continuato Grilli - ti chiedi se riuscirai ad avere la forza per portare avanti questo compito, mentre il piccolo vuole chiederti solamente di essere felice, di essere amato dai suoi genitori, affinché quel bambino possa diventare donna o uomo". Durante il dibattito in aula si sono succedute le diverse posizioni politiche che, per quanto riguarda un emendamento presentato dal capogruppo della Lega Radames Razza che chiedeva "l'analisi della sostenibilità economica della Fondazione dopo il primo e dopo il terzo anno, prevedendo in caso contrario l'avvio della procedura di scioglimento della stessa", ha prodotto un non allineamento della maggioranza, con Forza Italia (Babuder) e Fratelli d'Italia (Porro) fortemente contrari. 

Gli emendamenti della Lega

Anche l'emendamento presentato da Roberto Sain, che chiedeva, in occasione del quinto anno "qualora l'apporto economico derivante da conferimenti da parte di altri soggetti pubblici o privati non sia almeno pari all'apporto dell'usufrutto conferito dal Comune di Trieste" l'avvio delle procedure di scioglimento previste dello Statuto, non è stato visto di buon occhio dai forzisti. Radames Razza ha affermato di dover "considerare la sostenibilità finanziaria e mi sento in imbarazzo nel sostenere il dovere di far quadrare i conti. A volte non ci si rende conto della fortuna che si ha ricevuto da Dio su questa terra". 

A spuntarla alla fine è stato un sub-emendamento (al quale il Partito Democratico ha portato un contributo che Fabiana Martini ha definito "importante") che ha proposto l'analisi della sostenilbilità finanziaria ogni due anni e ha previsto, dopo dieci anni e solamente nel caso la Fondazione non sia in grado di "camminare da sola" e indipendentemente dall'apporto economico del Comune, l'avvio delle procedure di scioglimento "previsto dallo Statuto". 

Il commento finale

La delibera ha ottenuto l'immediata eseguibilità da parte del Consiglio comunale. Un'aula che Carlo Grilli, l'assessore "buono" della Giunta Dipiazza, è riuscito a mettere finalmente d'accordo. Perché se anche di fronte alla disabilità i consiglieri avessero manifestato discordia, allora sì che il pubblico numeroso presente in aula avrebbe rumoreggiato. E questa volta, buona parte della città di Trieste non avrebbe accettato un simile affronto. 

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