Cronaca Via del Coroneo

Effetto "svuotacarceri" al Coroneo: -20% dei detenuti e in 26 chiedono il risarcimento

10.36 - Mentre il dl "svuota carceri", stilato per assecondare le imposizioni della Corte Europea, diventa legge (il voto definitivo del Senato risale alla scorsa settimana), le carceri italiane hanno già iniziato lentamente a svuotarsi. Anche a Trieste: dai 242 detenuti ospitati nella Casa circondariale cittadina al 19 luglio 2013, si è scesi a quota 197 (-45)

Un buon 20 per cento di persone in meno, quindi, e nonostante la struttura si trovi comunque in una situazione di sovraffollamento (la capienza prevista è di 159 persone), «la misura al momento sembra essere efficace», afferma il direttore Ottavio Casarano.
«A seguito da quanto previsto dal dl n. 92 del 26 giugno del 2014 (dal 4 agosto convertito in legge, ndr), sono stati ordinati 5 concessioni agli arresti domiciliari, 14 scarcerazioni per revoca della misura cautelare e 9 rigetti di istanze per la revoca o sostituzione di misura cautelare.
Ventisei, invece, le istanze presentate per la richiesta di risarcimento danni sotto forma monetaria o di decurtazione della pena».
Risarcimenti per la realizzazione dei quali c'è qualche scetticità: «Benché la norma ora lo preveda — commenta un avvocato — si tratta di una disposizione di difficile attuazione, perché bisogna attendere che qualcuno stabilisca dei parametri definiti per individuare quali siano oggettivamente le “condizioni disumane” da individuare nei diversi carceri».

LA LEGGE
Nella sentenza dell'8 agosto 2013 (la “sentenza Torreggiani”) la Corte Europea dei diritti condanna l’Italia a pagare un risarcimento pari a 100 mila euro per sette detenuti perché obbligati in spazi ristretti per quasi 20 ore al giorno, violando l'art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
Il pronunciamento diventa una sentenza pilota.
E sempre per lo stesso motivo, individuato dall'Ue come problema strutturale, la Corte Europea ha imposto al nostro Paese di adottare entro il 28 maggio 2014 una serie di provvedimenti in materia penitenziaria, previo il pagamento di pesanti sanzioni.
La legge approvata in via definitiva dal Senato la scorsa settimana, dunque, muove ulteriormente verso la soluzione di una questione di vecchia data risalente, come affermato pure dall'ex ministra della Giustizia Annamaria Cancellieri, ancora agli anni '90.
Un nodo in cui il sovraffollamento, causa di stress, contagio e diffusione delle malattie, è solo uno degli elementi evidenziati anche dal recente docu-web “Inside carceri” promosso l'anno scorso dall'associazione Antigone (www.insidecarceri.com) dal quale emerge come, salvo alcune eccezioni, l'apparato sembra lontano da quel compito rieducativo che gli spetterebbe.

RISARCIMENTI
Risarcimenti monetari pari a 8 euro per ogni giorno trascorso per chi ha già finito di scontare la pena (previo ricorso entro i primi sei mesi dalla scarcerazione) o un giorno in meno di pena per ogni dieci trascorsi in una situazione in cui è avvenuta la violazione del diritto a spazio e condizioni adeguate: sono alcuni dei contenuti previsti dal decreto appena tramutato in legge.

Ai quali si aggiungono le nuove modalità di applicazione degli arresti domiciliari, l'impossibilità di ricorrere alla misura cautelare nei confronti degli imputati per i quali si prevede una pena non superiore ai tre anni, limitazioni della libertà personale tramutate in prosecuzione di percorsi rieducativi fino ai 25 anni per gli imputati e condannati minorenni che, nel corso dell'esecuzione, siano divenuti maggiorenni, nonché nuove disposizioni sull'impiego del personale del Corpo di polizia penitenziaria e dell'Amministrazione (aumento degli agenti e assistenti e diminuzione degli ispettori).
Questa legge si aggiunge al precedente decreto “svuota carceri” incassato dal governo Letta e tramutato in legge nel febbraio 2014 (domiciliari con uso di braccialetti elettronici per pene entro i 18 mesi, riduzione delle pene per piccolo spaccio, espulsione degli immigrati per pene inferiori ai due anni).
c.o.

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