Martedì, 16 Luglio 2024
La storia e il ruolo

"I nostri disegni sono prove in tribunale, così aiutiamo a risolvere i casi di cronaca"

A parlare è Elena Pagani, disegnatore anatomico della polizia scientifica, ospite nei giorni scorsi a Trieste per un convegno sulle specificità del ruolo in occasione dei casi di cronaca nera. "Rispetto ad anni fa la visione è migliorata, anche perché il nostro lavoro non è interpretativo, ma porta risultati concreti utili ai fini delle indagini"

TRIESTE - Elena Pagani è la rappresentazione di quanto l'arte possa fornire un aiuto concreto al lavoro degli investigatori chiamati a risolvere complessi casi di cronaca nera. La dirigente della polizia scientifica è stata ospite nei giorni scorsi a Trieste di un convegno, organizzato dalla segreteria provinciale del Sindacato autonomo di polizia, che ha avuto come protagonista il ruolo del disegnatore anatomico all'interno delle forze dell'ordine. "Da 30 anni metto a disposizione della polizia di Stato le competenze che ho acquisito durante la mia carriera". Maestro d'arte fin da giovane, una laurea all'Accademia di Brera ed un master post laurea, la Pagani ricopre un ruolo che, nel cambiamento che la polizia ha vissuto negli ultimi lustri, assume sempre di più un'importanza strategica. 

"Concediamo il nostro contributo di ricerca scientifica, criminologica ed investigativa nel campo d'indagine, di fatto per fornire un aiuto nella risoluzione di casi di cronaca nera" così la Pagani. "Tutti i segreti dell'arte vengono utilizzati come mezzo per raggiungere un obiettivo, assieme al lavoro degli altri reparti operativi, così da riunire tutti i pezzi del puzzle. Ciò che facciamo è dare immagine a ciò, o a chi, stiamo cercando". Il ruolo del disegnatore anatomico presuppone aspetti creativi ed artistici che non sempre erano visti di buon occhio in un ambiente come quello delle forze dell'ordine.

"Oggi possiamo dire che non è più così, nel senso che la sensibilità nei confronti del ruolo è migliorata tanto. La polizia ha acquisito competenze diverse rispetto al passato e questo anche perché il nostro intervento, a differenza dell'arte in generale, non è interprativo, bensì un prodotto che nasce dalla specializzazione sia tecnica che scientifica. Ma soprattutto, sono interventi dimostrabili in un'aula di tribunale". 

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