Cronaca

Una possibile "arma" contro il Covid nella luce del sincrotrone

Sempre più stretta la collaborazione con Icgeb. Il fascio di luce prodotto dalle macchine del sincrotrone potrebbe modificare l'Rna del virus senza intaccare la sua struttura, il che consentirebbe di poter creare un farmaco in grado di stimolare il sistema immunitario

Elettra Sincrotrone mette a disposizione la sua tecnologia perl la lotta al Covid: i fasci di luce del sincrotrone saranno infatti al servizio delle ricerche dell'Icgeb per trovare nuovi farmaci e vaccini. Come spiegato in un servizio di Rai Fvg i due enti, che già collaborano per operare su virus attivi, hanno adeguato gli standard di sicurezza del sincrotrone a quelli di un laboratorio di virologia, il che è rarissimo per anloghe infrastrutture scientifiche.

"Attualmente - spiega la ricercatrice Elisa Vaccari - si sta valutando se un fascio di luce prodotto dalle macchine del sincrotrone potrebbe modificare l'Rna del virus senza intaccare la sua struttura, il che consentirebbe di poter utilizzare questo virus inattivato per stimolare il nostro sistema immunitario, quindi una sorta di vaccino disponibile molto più rapidamente, senza bisogno di conservarlo a basse temperature e sviluppabile in maniera rapida anche in risposta alle mutazioni".

I virologi dell'Icgeb, guidati da Alessandro Marcello, stanno valutando l'efficacia dei raggi Uvc per la sanificazione di ampi spazi ma anche testando l'efficacia di quattro farmaci antivirali. "Uno di questi è un fitofarmaco - spiega Marcello -, derivato dalle piante,  in collaborazione con San Farma che è una grossa azienda con sede in India, è ora in fase 3, e ha dimostrato la sua efficacia in pazienti con un Copvid severo".  

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