Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

"I 45 milioni dell'ovovia per una linea di tram da piazza Foraggi alla stazione": la proposta di Adesso Trieste

I giovani municipalisti hanno illustrato la loro idea di gestione della mobilità. "“Vogliamo dare a tutti la possibilità di poter scegliere il mezzo migliore per muoversi in città dando spazio a una nuova cultura della sicurezza e della mobilità urbana”. Spazi per i pedoni e ciclisti. Domani 19 agosto alle 18 l'evento a Barcola

La città che ha in mente Adesso Trieste guarda ad un "forte cambiamento nella gestione della mobilità" e punta a convincere gli elettori della necessità di realizzare "due moderne linee di tram, una rete ciclabile e garantire sicurezza e percorsi di qualità a chi si muove in città a piedi". Il giorno dopo le schermaglie tra Riccardo Laterza e Francesco Russo, i municipalisti tirano dritto per la loro strada e presentano le proposte per "migliorare la qualità della vita dei triestini". Forti di una militanza attiva da anni nel mondo della bicicletta, la capolista al Consiglio comunale Giulia Massolino e il coordinatore dell'assemblea Ecologia di AT Federico Zadnich hanno illustrato il progetto per collegare via tram piazza Foraggi alla stazione centrale. 

I soldi? Quelli chiesti per fare l'ovovia

"Con i 45 milioni di euro chiesti dalla giunta Dipiazza al Ministero delle Infrastrutture per fare l’inutile ovovia si potrebbe realizzare questo primo lotto che garantirebbe una frequenza ogni cinque minuti e un tempo di percorrenza di meno di 10" così Riccardo Laterza che ha sottolineato come il tratto Foraggi-stazione rappresenterà solamente la prima tratta. L'altra collegherà Barcola a Campo Marzio. Inoltre, secondo Zadnich c'è la previsione di realizzare "corsie ciclabili sugli assi Barcola-Rive-Muggia, Rive-San Giovanni, Rive-via Cumano, di promuovere la ciclabilità diffusa con strumenti di moderazione della velocità e di raddoppiare le stazioni del bike sharing e gli stalli bici". 

Zero morti e incidenti gravi in città

“A Trieste c’è un gravissimo problema di insicurezza sulle strade - ha evidenziato la portavoce di AT Giulia Massolino -. I dati ISTAT pre covid del 2019 dicono che nella nostra città ci sono stati 919 incidenti, 1125 feriti e 15 morti. Gli incidenti stradali con morti e feriti gravi costituiscono un’emergenza con costi umani e sociali che non possono più essere accettati come un inevitabile effetto collaterale della circolazione stradale”. Su questo punto Adesso Trieste prevede di individuare i 100 punti stradali più pericolosi di Trieste e di realizzare, entro il 2022, un piano per la loro messa in sicurezza. Per quanto riguarda i pedoni AT punta a realizzare un “pediplan”, vale a dire le priorità della mobilità pedonale dove allargare i marciapiedi, realizzare nuove pedonalizzazioni e garantire ai percorsi qualità con nuovi alberi, spazi verdi, panchine e fontanelle. Nel pediplan andranno inclusi anche i percorsi di pedibus per tutte le scuole, per una mobilità a misura di bambini e bambine.

L'idea di mobilità

“Vogliamo dare a tutti la possibilità di poter scegliere il mezzo migliore per muoversi in città dando spazio a una nuova cultura della sicurezza e della mobilità urbana” - ha concluso Laterza - “Vogliamo una città a misura di persona dove potersi muovere comodamente e velocemente a piedi, in bici e con il trasporto pubblico. Vogliamo una città con spazi urbani di qualità dando un’attenzione particolare agli utenti della strada più deboli: i bambini, gli anziani, le persone con disabilità. Vogliamo raggiungere un giusto mix tra le varie forme di mobilità con un piano che porti a aumentare l’uso del trasporto pubblici, delle bici e della pedonalità e quindi a dimezzare l’uso dell’auto privata entro il 2031”. 

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