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Foto agenzie

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Ministro della Difesa Trenta: "Dobbiamo essere strumenti di pace"

"Quanto accaduto cento anni fa deve costituire monito per il futuro perché l’incubo della guerra, delle rappresaglie, dell’oppressione, non sbiadisca mai nelle nostre menti". L'importanza del ruolo dell'Italia all'interno dell'Unione Europea

Il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta è intervenuta questa mattina a Trieste all'interno della cerimonia per le celebrazioni della giornata delle Forze Armate. La data del 4 Novembre segna per Trieste il suo passaggio all'Italia, dopo quasi sei secoli di dominazione asburgica e, ulteriormente la fine delle ostilità tra Impero Austroungarico e Regno d'Italia durante la Grande guerra. 

Il Ministro ha rivolto un pensiero "di vicinanza alle famiglie delle vittime, a tutte le popolazioni investite dal mal tempo, dal Nord al Sud Italia, ad ogni famiglia colpita, ad ogni famiglia che in questo momento si sente isolata, la vicinanza della Difesa, la vicinanza di tutto il Governo. Un ringraziamento anche alle nostre Forze Armate che oggi come all’ora, in queste ore, se pure in modi diversi, stanno soccorrendo migliaia di famiglie isolate, fornendo viveri, corrente elettrica, adoperandosi attivamente affinché sia fatto tutto il possibile per preservare il nostro Paese dalla violenza delle piogge e del mal tempo".

"Trieste emblema di un paese da riunire"

La ricorrenza la "celebriamo in questa generosa città di Trieste, città “contesa” e frutto di memorie antitetiche che per generazioni è stata fattore identitario per tanti italiani ed emblema di un Paese da riunire". 

Mattarella cita la Galizia e i triestini in divisa austroungarica

I caduti di cento anni fa 

Elisabetta Trenta ha voluto ricordare come "ancora oggi l’Oslavia, l’Ortigara, la Bainsizza, il Grappa, l’Isonzo, il Piave costituiscono luoghi “sacri”, dove la cronaca si è fatta storia e dove, ancora adesso, nei molti Sacrari che sono stati eretti per conservare le spoglie dei nostri Caduti, riposano tanti eroi italiani della Grande guerra. Oggi li ricordiamo tutti, e a loro dedichiamo il più commosso pensiero, mio e di tutti gli italiani, perché a tutti loro dobbiamo tanto, la nostra stessa identità di popolo".

Lo spirito della democrazia

"In cento anni di storia - ha proseguito il Ministro - attraverso alterne vicende, l’Italia ha proseguito il suo cammino di sviluppo e progresso, ed è cresciuto, nelle coscienze e nelle leggi, lo spirito della democrazia, della libertà e si è rafforzata la vocazione alla pace, parola consacrata solennemente nella nostra Carta Costituzionale.

"La pace non è un bene scontato"

"Quanto accaduto cento anni fa deve costituire monito per il futuro perché l’incubo della guerra, delle rappresaglie, dell’oppressione, non sbiadisca mai nelle nostre menti, nella consapevolezza che molti sono i pericoli che attualmente incombono sulla sicurezza dell’intera comunità internazionale. Oggi la pace non è un bene scontato che possiamo permetterci di dare per acquisito, ma e’ qualcosa che va costruito e preservato ogni giorno. E' un valore che va affermato attivamente". Il Ministro ha posto un quesito ai tanti cittadini presenti in piazza. "Riusciremo noi, cittadini italiani, cittadini europei, cittadini del mondo a far sì che le prossime generazioni, i nostri figli, possano vivere in un mondo finalmente libero dallo spettro della guerra?".

Il discorso del Generale Graziano

"In Europa bisogna fare di più"

"Dobbiamo agire come strumenti di pace, educando i nostri figli alla condivisione, alla solidarietà, al rispetto della dignità umana. In questa cornice, l'Unione Europea oggi costituisce una realtà fondamentale, imprescindibile per la realizzazione di un futuro stabile e di prosperità. Nessuno in Europa, tanto meno l’Italia, potrebbe affrontare le attuali sfide della globalizzazione con la sola forza delle proprie braccia. Il cammino verso l'integrazione europea ha visto muovere importanti passi avanti negli ultimi anni, ma è chiaro che bisogna fare di più. E il legame che ci unisce al passato, dall'armistizio di Villa Giusti a oggi, è un legame che, nonostante le difficoltà, si basa sull’identità di valori. A partire dal rispetto per la democrazia e dello Stato di diritto".

"Non vedo alcun modo migliore per onorare l’evento odierno se non impegnandoci ancora di più per rendere il mondo finalmente libero da guerre tra le etnie, tra le religioni, tra le fedi politiche".

La gallery della giornata

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