Per il reparto di Ematologia

"Il personale non ce la fa più", sindacati verso lo stato di agitazione

La nota stampa è a firma della Fials e della Cgil ed è relativa al personale del reparto di Ematologia dell'ospedale Maggiore. "Non è pensabile né sostenibile che per sopperire ad una assenza per maternità e ad una malattia lunga si faccia ricorso ai soliti richiami in servizio che tra l'altro al momento sono finanziati solo fino al 30 giugno 2024"

TRIESTE - "Il personale si è sempre reso disponibile a coprire i turni in caso di brevi assenze, ma non è pensabile né sostenibile che per sopperire ad una assenza per maternità e ad una malattia lunga si faccia ricorso ai soliti richiami in servizio che tra l'altro al momento sono finanziati solo fino al 30 giugno 2024, il personale non ce la fa più". Sono questi, in sintesi, i motivi che hanno spinto la Fials e la Cgil a chiedere un incontro urgente in prefettura e, ove non fossero individuate soluzioni idonee, a proclamare lo stato di agitazione relativo al personale del comparto del reparto di Ematologia dell'ospedale Maggiore a Trieste. L'assemblea sindacale si è tenuta lo scorso 20 giugno, ma la nota stampa è stata inviata oggi 2 luglio. 

Il testo della nota

"La tipologia di pazienti e le patologie trattate dal personale della Struttura - scrivono i sindacati - sono altamente specifiche e richiedono, oltre ad un'adeguata formazione, anche la massima attenzione per evitare degli errori che potrebbero rivelarsi determinanti per la vita delle persone prese in carico. Per questo si rende necessario avere una dotazione di professionisti in grado di assicurare l'assistenza e la cura dei degenti in autonomia, non facendo ricorso a delle soluzioni temporanee come l'assegnazione per brevi periodi di personale proveniente da altre strutture o servizi che prima di essere funzionali e autonomi per svolgere l'attività assistenziale nel reparto, necessitano di un'adeguata formazione che i brevi periodi di assegnazione ben difficilmente consentono". Per questo motivo, sottolineano le sigle sindacali, "l'unica soluzione per garantire ai pazienti l'assistenza necessaria e adeguata è quella di assegnare alla Struttura almeno 4 infermieri in modo stabile". 

La richiesta

Una richiesta che Fials e Cgil definiscono "quanto mai pressante in quanto anche nel periodo estivo sono in programma una decina di trapianti che richiedono la massima attenzione proprio perché si tratta di pazienti fragili e vulnerabili e con l'attuale dotazione di personale infermieristico, 11 turnisti H24 di cui 2 assenti per ferie, la presenza minima di 3 infermieri per turno anche di notte, con le necessarie competenze, non viene garantita". Inoltre, secondo i sindacati sarebbe emersa anche la questione relativa al "mancato riconoscimento dell'indennità di terapia semi intensiva che seppur la Struttura per la sua complessità assistenziale sia stata riconosciuta come tale anche a livello regionale (vedi allegato delibera regionale), al personale afferente alla UCO Ematologia questa indennità non è mai stata riconosciuta".

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