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Emergenza immigrazione, SILP CGIL: «Rintracciati un centinaio di migranti in una sola settimana»

Lo rileva in una nota la SILP CGIL: «to. Poi quasi deriso, arriva l’ex prefetto di Gorizia che lancia l’allarme sulla presenza di 100.000 migranti che dalla Serbia sono pronti a valicare i nostri ex confini (ma la Slovenia e la Croazia, che devono essere per forza attraversate, nel mentre cosa fanno?»

«Rotta balcanica, è un flusso costante: in Friuli non più migranti sbarcati al Sud via mare, questo era l’importante annuncio fatto a Trieste dal capo del dipartimento ministeriale per la Cooperazione internazionale e l'integrazione, pref. Morcone alla fine di giugno, il quale aveva anche rassicurato la presidente della Regione, Debora Serracchiani, per un rapido “smaltimento” (che brutta parola) della quota in eccedenza di rifugiati presenti sul territorio, riconoscendo finalmente l’esistenza della c.d. “Rotta Balcanica” (ahinoi ben nota fin dagli anni ’80) e della quale, il compianto Procuratore Nicola Pace assieme al suo Sostituto Federico Frezza, all’inizio degli anni 2000, parlando del traffico di esseri umani che era stato da loro e dalla Polizia di Stato efficacemente indagato e contrastato,  diceva: “Perché Trieste? Per il confine con la Slovenia». Lo rileva in una nota la SILP CGIL

«Questo - continua la nota -  è il centro strategico per tutti i flussi migratori provenienti dall'Est verso l'Europa. Il carattere lento, quasi carsico del fenomeno, rendeva la cosa meno evidente. Gli sbarchi in Puglia o in Calabria (ed in Sicilia) erano tristemente eclatanti, con gommoni e morti annegati, ma dal punto di vista numerico era qui che stava sorgendo il vero «mercato». E' uno snodo fondamentale via terra, e adesso anche via mare”. Poi tutto è finito nell’oblio e, nonostante i ripetuti allarmi lanciati da più parti (e noi eravamo una di quelle “inascoltate” parti), poco si è fatto negli anni, per aiutare la nostra Regione ad affrontare la sempre più crescente richiesta di protezione internazionale. Indicazioni poco chiare, strutture inadeguate, accordi bilaterali spesso disattesi, ci hanno rapidamente condotto alla situazione attuale, dove, nella sola provincia di Trieste, nell’arco di una settimana sono stati “casualmente” rintracciati un centinaio di migranti-profughi provenienti perlopiù, dalle martoriate zone di guerra del medio-oriente. Non che la provincia di Udine e Gorizia (sede di Commissione per i rifugiati) ne siano immuni, anzi!»

«Un altro centinaio sono stati rintracciati tra giugno e luglio - spiegano - nella zona di Tarvisio ed ogni tanto viene arrestato anche qualche passeur, ma, rispetto al fenomeno in atto, è sempre troppo poco. Trafficanti senza scrupoli continuano a lucrare sulle spalle di chi, aiutato dalle proprie famiglie o dagli abitanti dei villaggi di origine, cerca di raggiungere la nostra stanca, malconcia e disorganizzata Europa, nella speranza di ottenere condizioni di vita migliori che gli permettano di restituire l’aiuto ricevuto. Poi quasi deriso, arriva l’ex prefetto di Gorizia (nemo propheta in Patria) che lancia l’allarme sulla presenza di 100.000 migranti che dalla Serbia sono pronti a valicare i nostri ex confini (ma la Slovenia e la Croazia, che devono essere per forza attraversate, nel mentre cosa fanno? Litigano per un pezzetto di mare conteso e costringono i turisti che si recano nel loro territorio a trascorrere le vacanze (sic) a lunghe ed estenuanti attese al confine -in uscita-). I presidi sanitari necessari a tutelare sia i migranti che chi li accoglie, sono efficaci? Quali sono? I mezzi utilizzati promiscuamente sia per il loro trasporto che per quello dei poliziotti sono idonei allo scopo? I luoghi dove ospitarli sono adatti al fine, oppure vogliamo continuare a far finta di non sapere (e vedere) che continuano a “vivere” in maniera vergognosa all’interno di zone fatiscenti come “l’ex Silos”, se non addirittura sotto i piloni della Grande Viabilità Triestina?»

«Nel frattempo - conclude - , invece di uomini, mezzi e strumenti, cosa arriva qui da noi? Ordini di aggregazione di personale per l’Expo a Milano o addirittura per l’emergenza al confine Italo-Francese, oppure proclami urlati dal politico di turno che invoca presenze massicce di Forze di Polizia ai confini (prese da dove?), mentre l’Ufficio Immigrazione di Trieste o quelli di Udine e Gorizia sono al collasso? Ci vogliono forse usare come “scudi umani”?  Noi invece proponiamo di utilizzare gli strumenti legali (anche internazionali) a disposizione per contrastare efficacemente la Tratta di esseri umani, con la creazione di gruppi investigativi ad hoc capaci, con il coordinamento della DDA, di combattere questi turpi trafficanti di esseri umani (e non solo, visto quanto distano da qui le ancora esistenti enclavi fondamentaliste balcaniche). Si pensi piuttosto a fornirci gli uomini ed i mezzi di cui abbiamo assoluto bisogno (e che sembra vi sia timore di reclamare per non incorrere in improvvise “perdite di poltrone”), altrimenti, cari signori, andateci voi sui confini a sbarrare l’accesso e, soprattutto, fateci vedere quanti ne siete e, specialmente, come lo fate!»

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