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L'affondo

Decreto penalizza i porti europei, MSC: "Situazione molto pericolosa"

Il presidente del colosso marittimo Diego Aponte ha così commentato il tema dei diversi regimi di tassazione tra le linee che collegano porti extraeuropei a quelli europei e le linee tra scali dell'Unione. "Il decreto così non va assolutamente bene, stiamo facendo lobby, è una tematica molto importante" ha detto Aponte. Sulla stessa linea anche il ministro per i rapporti con il parlamento, Luca Ciriani: "Siamo molto attenti a difendere gli interessi italiani in ogni sede"

TRIESTE - "Stiamo facendo lobby perché il decreto così com'è stato annunciato non va assolutamente bene per i porti europei. Saremo perdenti e la situazione è molto pericolosa, visto che andrà a privilegiare Tangeri e gli scali egiziani, togliendo traffico a Gioia Tauro e ad altri. E' un gran peccato". Il presidente di MSC Diego Aponte è intervenuto oggi 4 settembre a Trieste per il varo della Nicola Mastro, tra le portacontainer più grandi al mondo e ormeggiata da alcuni giorni al molo VII del porto giuliano. Nell'occasione abbiamo chiesto ad Aponte la posizione del gruppo in relazione al decreto e ai regimi di tassazione tra porti extraeuropei e intraeuropei, e se il gruppo si aspetta un qualche intervento da parte dell'Unione Europea. "La partita è aperta e ci batteremo fino alla fine. Per noi è una tematica molto importante".

Nel dettaglio

Il tema è quello degli Emission Trade System, ovvero, come aveva spiegato Zeno D'Agostino in una intervista apparsa su Atlante qualche tempo fa, la "differenza di tassazione del 50 per cento sulle linee tra porto extraeuropeo e porto europeo e del 100 per cento tra porti europei, con un effetto distorsivo sui porti di transhipment europei". Una questione anche e soprattutto "politica", perché non è una novità che le compagnie marittime possano decidere, in presenza di una moltiplicazione della tassazione (come avviene nel caso di più toccate in territorio europeo), di spostare alcune rotte marittime su gomma, così da risparmiare sui costi. In tal caso, è abbastanza evidente che il tema della sostenibilità ambientale e delle emissioni possa subire un significativo peggioramento, e le politiche in tal senso potenzialmente fallimentari. 

La posizione del governo

La stessa domanda l'abbiamo posta al ministro per i rapporti con il parlamento, il pordenonese Luca Ciriani. "E' una questione che va affrontata in sede europea e so che il ministro per gli affari europei Raffaele Fitto è molto impegnato a fare in modo che il sistema della competitività all'interno dei paesi non venga danneggiato. Siamo molto attenti a difendere gli interessi italiani in ogni sede. Ci avevano accusato di essere antieuropei perché chiedevamo il rispetto dell'Italia e delle sue prerogative, ma anche in questo settore ci faremo sentire". Ciriani dovrebbe incontrare il ministro "domani, o al più tardi dopodomani, gli parlerò sicuramente". 

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