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“Sono Emma Watson e sono stata rapita”, truffa romantica da 5mila euro

E' successo a Trieste, dove sono stati riscontrati due casi di truffe analoghe nei primi mesi del 2024, un numero in linea con gli anni scorsi. La dirigente della polizia postale Assunta Esposito traccia una panoramica del fenomeno: "C'è vergogna a denunciare, potrebbe esserci molto sommerso"

TRIESTE - Un fan di Emma Watson viene contattato da qualcuno che si spaccia per l’attrice stessa e che lo inganna per mesi, fino a farsi consegnare quasi 5mila euro. E’ uno dei due casi di di “truffa romantica” denunciati a Trieste nel 2024, come conferma a Trieste Prima il Centro operativo sicurezza cibernetica (Cosc) della polizia postale. In questa tipologia di raggiro la vittima viene sedotta per un lungo periodo da malintenzionati che instaurano con lui (o lei) una vera e propria relazione virtuale. Una volta ottenuta la fiducia e l’attaccamento affettivo da parte del malcapitato, arrivano richieste esplicite di denaro, anche somme importanti, per far fronte a improvvise necessità del falso innamorato.

Il caso

In questo caso, l’uomo rimasto vittima della truffa si era iscritto a una comunità online di fan di Emma Watson quando, alla fine del 2023, ha ricevuto una richiesta di amicizia da un profilo che sosteneva di essere proprio la star di Harry Potter. Dopo un primo scambio di chat, la sedicente attrice ha iniziato a chiedergli dei soldi attraverso l’acquisto di Gift Card Apple, pretendendo di avere i codici. Fantasiosi i pretesti: dal pagare un aereo privato con cui la finta Watson avrebbe dovuto raggiungere la vittima in Italia per Natale, fino al riscatto per un rapimento della stessa star, chiesto da un terzo profilo. In totale la vittima ha pagato quasi 5mila euro nell’arco di tre mesi, finché si è reso conto della reale situazione e ha chiamato la polizia postale. Le indagini sono ancora in corso.

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Le truffe romantiche a Trieste 

I casi, a Trieste, non sono molti: sono appunto due nei primi mesi del 2024, tre nel 2023 e due nel 2022. In regione i numeri sono coerenti con il dato provinciale (cinque casi nel 2024, nove nel 2023). Come spiega Assunta Esposito, vice questore e dirigente del Centro operativo sicurezza cibernetica regionale della polizia postale, i dati ufficiali sono poco significativi, ma “per esperienza maturata in altro contesto (polizia postale Piemonte e Valle d’Aosta), in molti casi la parte offesa, quando si avvede di essere stata raggirata, per vergogna preferisce non denunciare, quindi è probabile che ci sia tanto sommerso”.

Dietro queste truffe, spiega la dirigente della polizia, ci sono spesso “organizzazioni criminali vere e proprie, che contattano le vittime e le fidelizzano, seguendole nel tempo e appuntandone le fragilità. Spesso sono gruppi appartenenti a Costa d’Avorio e Niger, ce ne accorgiamo dalle connessioni che spesso restituiscono indirizzi Ip stranieri, difficili da individuare, ma ci sono casi in cui soldi sono fatti transitare in conti correnti italiani e lì riusciamo ad arrivare ai colpevoli”. Truffe complesse, che a volte vedono più persone a interpretare lo stesso ruolo e a interfacciarsi con la medesima vittima, individuando persone che, in qualche misura, soffrono di solitudine.

Trovare la preda nei fan club

Una modalità comune, simile a quella del caso triestino, è proprio quella di individuare la “preda” nei fan club e fingersi la star di turno. “Ho seguito anche il caso di una donna a Torino - spiega la dirigente -, in questo caso il truffatore si fingeva Gerald Butler. La signora è arrivata accompagnata dalla figlia perché da parte della vittima c’era la negazione più assoluta. Non voleva credere di essere stata raggirata, c’era il rischio che lei stessa salisse su un aereo per la Costa d’Avorio, mettendosi in pericolo”. Nel caso triestino la vittima si è accorta della situazione autonomamente e si è rivolta alle autorità prima di perdere cifre spropositate ma, assicura Esposito, “fuori dal Fvg ho visto casi da centinaia di migliaia di euro”.

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