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Esami di guida con suggeritore in cuffia: sgominata rete di "furbetti"

Da mesi gli addetti alla motorizzazione notavano alcune persone straniere passare il test teorico per la patente di guida senza nessuno sforzo, e hanno richiesto l'intervento della Guardia di finanza. Sei le patenti ritirate

Un cellulare incollato alla schiena con il nastro adesivo, cuffie nascoste e una rete di "suggeritori: così alcune persone di origine extracomunitaria sono riuscite a passare il test teorico per la patente di guida senza nessuno sforzo. Si tratta di un efficace sistema fraudolento scoperto dalla Guardia di finanza, che ha indagato e denunciato sette soggetti responsabili delle condotte illecite, protratte per alcuni mesi.

Le indagini

All'inizio alcuni addetti della Motorizzazione Civile avevano notato l’eccessiva facilità con la quale alcuni cittadini stranieri superavano gli esami teorici di guida ed è stato, pertanto, richiesto l’intervento degli investigatori della Guardia di Finanza di Trieste. I militari, confondendosi tra gli esaminandi, hanno osservato i sospetti, notando che uno dei candidati aveva appena concluso l’esame senza errori ma aveva occultato sotto le cuffiette - consentite solo per i cittadini stranieri per la traduzione - un auricolare collegato ad un cellulare fissato alla scapola con il nastro adesivo.

La denuncia

Una volta sequestrato il dispositivo le successive indagini dirette dal Sostituto Procuratore della Repubblica - Dott. Pietro Montrone, hanno consentito di individuare un vero e proprio network di altri soggetti, tutti di origine extracomunitaria che, attraverso il telefono rinvenuto, assicuravano la comunicazione delle risposte esatte al loro concittadino. Come già accennato, le attività investigative condotte dai finanzieri della Compagnia di Trieste hanno portato alla denuncia a piede libero di sette cittadini di origine extracomunitaria per l’ipotesi di reato prevista e punita dagli artt. 48 e 479 C.P. (errore determinato dall’altrui inganno e falsità ideologica in atti pubblici) nonché al sequestro di sei patenti di guida indebitamente ottenute. L’impegno in tal caso profuso dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Trieste, quale presidio di tutela della legalità, ha evitato in buona sostanza di esporre ad un potenziale rischio gli utenti della Strada.

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