Sesso a pagamento, i numeri della "piazza" triestina sono in aumento

A registrarlo è lo studio realizzato da DonTouch, agenzia di web marketing svizzera che ha analizzato i dati di Escort Advisor, il sito di recensioni (e contatti) più visitato in Europa. Per la legge italiana è perseguibile il reato di sfruttamento e favoreggiamento, non la prostituzione in sé

Trieste non è immune al fenomeno delle escort, il sesso a pagamento che ragazze e ragazzi più o meno giovani offrono ai loro clienti. Secondo Escort Advisor, il primo sito di recensioni in Europa, ad agosto il capoluogo del Friuli Venezia Giulia ha registrato un incremento del 7 per cento rispetto al mese di giugno del 2018. Il dato è stato analizzato dall'agenzia di web marketing Dontouch con sede in Svizzera. 

"In Friuli Venezia Giulia - si legge nella nota di DT - si ha un andamento particolare quando si parla di migrazione delle escort in estate. Tra fine settimana da bollino nero e milioni di italiani in viaggio sulle autostrade, anche le professioniste del sesso decidono di spostarsi per lavoro o per piacere". La ragione di questa "migrazione" risiederebbe nell'obiettivo di raggiungere "località turistiche per aumentare i profitti". 

Le parole del fondatore del sito

I dati vengono confermati e spiegati anche dal fondatore di Escort Advisor, Mike Morra. Il sito rappresenta una macchina digitale che nell'autunno dell'anno scorso, secondo il Codacons, l'associazione a tutela degli utenti e consumatori, ha raggiunto oltre 30 milioni di visite solamente in Italia. "Ogni anno ad agosto - spiega il fondatore - ormai da 5 anni ovvero da quando operiamo in Italia, nel settore si riscontra un aumento di presenze nelle maggiori località turistiche, soprattutto marittime". Il sito nei primi tre anni, si legge nelle note ufficiali, ha ricevuto più di 110 mila recensioni, numeri che effettivamente fanno registrare un notevole interesse da parte degli utenti europei. 

Il fenomeno in regione

In Friuli Venezia Giulia, l'altra città che ha fatto registrare un aumento è Pordenone (con un più 9 per cento) mentre Udine vede un decremento pari al 6 per cento. Dati fantasma invece per Gorizia dove, sempre secondo l'analisi di DT, "non si hanno ancora dati disponibili per via del numero troppo esiguo di sex workers attive". Nonostante vi sia un "buco" sul capoluogo isontino, non vuol dire che non ci sia il mercato del sesso a pagamento. 

Dopo una breve ricerca, utilizzando alcune parole chiave su Google, si scopre che Escort Advisor è sì il sito dove si possono recensire le prestazioni, ma anche dove compaiono i contatti telefonici della persona che offre il servizio. Per quanto riguarda la città di Trieste, nei primi nove giorni di agosto sul sito EA sono comparsi 13 annunci, di cui una buona parte nelle ultime 72 ore. Il primo annuncio della lista ha ricevuto una recensione il 7 agosto da parte di una persona, che come dalla geolocalizzazione, sembra essersi registrata a Treviso. 

Il caso del primo annuncio

In questo caso la tariffa variava da 101 a 200 euro, come si può leggere proprio nell'annuncio. Orari di lavoro? Sette su sette, a casa, in hotel, a casa del cliente, insomma, praticamente ovunque. Un fenomeno che evidentemente è in crescita, come sostenuto da DT e dall'offerta digitale del sesso a pagamento e da altri siti che attraverso la registrazione permettono l'incontro delle cosiddette "sex workers".  

Cosa dice la legge? 

Per la giurisprudenza italiana, il reato di prostituzione non è contemplato. Ad essere perseguibile infatti è quello relativo allo sfruttamento e al favoreggiamento della stessa attività. In questi casi il reato è punito dall’articolo 3 della legge 75 del 20 febbraio 1958, la famosa legge Merlin, con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 258 a 10.329 euro. Di fatto però, il grande dibattito sulla possibile legalizzazione della professione è legato anche e soprattutto alla realtà fiscale che si genera attraverso l'incasso del servizio, che presumibilmente può raggiungere cifre considerevoli.  

"Non di solo pane vive l'uomo", la polemica per la pubblicità del sito

Il dibattito sul fenomeno

Esiste da questo punto di vista un vero e proprio "buco normativo", perché tecnicamente i soldi non vengono incassati in virtù di una prestazione certificata dall'esistenza di un contratto vero e proprio. I soldi - che in alcuni casi possono essere veramente tanti e in relativamente poco tempo - finiscono quindi nel calderone del cosiddetto "nero", soldi che per lo Stato italiano non esistono perché non vengono dichiarati, né tassati, né tantomeno tracciati. 

Denaro contante che viaggia dalle tasche dei clienti a quelle delle persone che decidono di intraprendere questa attività. Denaro che evidentemente non genera alcuna ricchezza per le casse dello Stato, e alimenta dall'altro lato il flusso di soldi "in nero". In ultimo, Escort Advisor era finito al centro di alcune polemiche generate dalla campagna pubblicitaria messa in campo a Milano e in altre grandi città italiane. Lo slogan utilizzato è una ripresa evangelica del "Non di solo pane vive l'uomo", affermazione che, accompagnata da un'immagine abbastanza esplicita, aveva mandato su tutte le furie l'organo di informazione della Conferenza Episcopale Italiana, Avvenire. 

"Una scelta del tutto inopportuna e offensiva" aveva scritto il giornale diretto da Marco Tarquinio. Una polemica che, se non fosse di matrice anche politica, riporterebbe alla millenaria disputa tra fede e ragione, dibattuta da molti teologi, filosofi e uomini di cultura.

O forse no, quella era una cosa seria, ammettiamolo. 

    



 

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