Cronaca

#ioapro1501 e disobbedienza civile: Confesercenti chiama al rispetto delle regole

"Non è infrangendo le regole che si mostra la propria contrarietà”, si legge in una nota diramata da Confesercenti Fvg

Foto Aiello

Le lunghe chiusure, l’incertezza costante in cui vivono e l’incognita per il futuro, hanno portato molti titolari di bar e ristoranti a unirsi sul web e a proporre, a livello nazionale, un'iniziativa di disobbedienza civile, che si è diffusa a macchia d’olio sui social grazie all’hashtag #ioapro1501. "Le notizie secondo cui il nuovo Dpcm vieterà ai bar di vendere cibi e bevande da asporto dopo le 18, non ha certamente migliorato il clima di tensione", si legge in una nota di Confesercenti Fvg.

Nonostante tutto, e pur comprendendo le difficoltà in cui esercenti, baristi, ristoratori e osti versano, “la disobbedienza civile non è uno strumento che la Confesercenti Fvg approva”, hanno ricordato dall’associazione di categoria. “Non sappiamo quanti domani, 15 gennaio, nella nostra regione decideranno di aderire a #ioapro1501. Dalle informazioni a nostra disposizione non molti, ma a costoro vogliamo fare un appello e ricordare, con forza, come questa non è la modalità per protestare. Non è infrangendo le regole che si mostra la propria contrarietà”.

L'appello

“Da sempre i nostri iscritti si sono dimostrati responsabili e attenti al rispetto delle norme stabilite dai Dpcm. Regole che ormai da marzo non stanno dando tregua al comparto. Ribadiamo però che non è agendo contro la legge che si può trovare una soluzione. Confidiamo invece di poter ottenere dei risultati migliori unendo sempre di più le forze con le altre associazioni di categoria. Dal canto nostro, poi, continueremo a vigilare sulla gestione dei versamenti a favore delle aziende, fornendo loro tutto il supporto di cui hanno bisogno".

Il "no" del consigliere Cinquepalmi

Il cosigliere comunale Cinquepalmi con un post su Facebook ha fatto sapere che non aderirà all'iniziativa. "#ioNONapro per rispetto - scrive Cinquepalmi - La protesta dei ristoratori di venerdì, pur condividendone i principi, non mi vedrà partecipe e condivido alcune riflessioni per i colleghi. Sono da sempre critico verso questo Governo che non rappresenta il popolo, ma come cittadino, imprenditore e politico rispetto la legge: infatti non parliamo dei dpcm che qualche sentenza ha già definito illegittimi, ma di un decreto legge votato da quella maggioranza PD-M5S-IV che sostiene il Governo in Parlamento. Da ristoratore poi rispetto e tutelo i nostri clienti e collaboratori che rischierebbero una pesante sanzione in caso di controlli con conseguente chiusura del ristorante (e quindi ulteriori perdite economiche). Questa però non è una resa. Non mollo di un centimetro la protesta politica verso chi ci governa a Roma senza rispetto verso noi cittadini, imprenditori, lavoratori, studenti… Non finisce l’impegno contro chi ci governa a Roma affinchè vengano garantiti sì ristori, ma soprattutto la dignità e il rispetto di chi chiede solo di poter lavorare, in sicurezza, nel rispetto delle leggi e delle regole".

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