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No all'Esercito ai confini Fvg: mozione bocciata in Regione

La mozione a firma del Gruppo di Forza Italia, Rodolfo Ziberna in primis, con la consigliera Mara Piccin del Gruppo misto, è stata bocciata dalla maggioranza dell'Aula del Consiglio regionale: 18 no del centrosinistra, 10 sì di M5S e centrodestra, ma astenuto Cargnelutti (Ncd)

L'uso anche dell'esercito italiano per presidiare i luoghi sensibili e per pattugliare il confine Nord-orientale, quale argine al suo attraversamento illecito da parte di immigrati, consentendo così alle Forze di Polizia di dedicarsi alle azioni di intelligence e al presidio del territorio: questa la richiesta della mozione a firma del Gruppo di Forza Italia, Rodolfo Ziberna in primis, con la consigliera Mara Piccin del Gruppo misto, che la maggioranza dell'Aula del Consiglio regionale ha respinto con 18 no del centrosinistra, 10 sì di M5S e centrodestra, ma astenuto Cargnelutti (Ncd).

Per ottemperare agli impegni, a detta dei firmatari la Giunta doveva avviare i necessari rapporti con il ministero della Difesa affinché i soldati presidino i valichi con Slovenia e Austria utilizzati dai passeur nella rotta balcanica, ma anche sollecitare il nostro Governo a promuovere una partecipazione dei colleghi sloveni e austriaci nel pattugliamento dei rispettivi confini.

A respingere punto per punto il documento, l'assessore Gianni Torrenti: «Il nostro Governo ha già preso decisioni contro il terrorismo che vanno nel senso di rafforzare le Forze di sicurezza e in particolare dell'Intelligence, anche perché si rischia di fare confusione tra terroristi e rifugiati».

Per quanto riguarda il nostro confine, Torrenti ha spiegato che «le pattuglie sono intervenute contro i passeur, ma oggi problemi non ce ne sono perché il flusso dalla Grecia riguarda persone, soprattutto famiglie, regolarmente autorizzate a transitare attraverso Croazia e Slovenia verso l'Austria in treno».

Governo e Regione, il 2 novembre scorso, hanno firmato l'accordo che riguarda l'intervento di 250 agenti specializzati in antiterrorismo a disposizione della Slovenia per il controllo non del confine di Schengen ma per aiutarla, appena stabilite le regole di ingaggio - ovvero a chi rispondono - nel controllo dei flussi degli stranieri regolarmente autorizzati. «Il filo spinato sloveno è per controllare gli ingressi dalla Croazia, far passare i rifugiati da un punto preciso e non lasciarli disperdere nei campi. Perché è ovvio che noi siamo protetti dal confine sloveno-croato, non da quello italo-sloveno».

Per quanto riguarda un intervento a supporto delle Forze di Polizia, Torrenti ha fatto presente che il ministero degli Interni già ha un rapporto convenzionale con quello della Difesa per il progetto "Strade sicure". Perciò l'orientamento del Governo è già di utilizzare protocolli di supporto tra i due ministeri, che infatti già esistono.

Infine, l'assessore ha reso noto che «per Trieste, tramite la Prefettura, avevamo ottenuto 55 agenti di polizia che in realtà sono rimasti inattivi, perciò sono tornati a casa perché non è il caso neppure di bloccare agenti inutilmente. Perciò la mozione, come strutturata, non va sostenuta perché attualmente non ci sono i presupposti di cui parla, ma ribadisco che in caso di emergenza si farebbero valere i già esistenti protocolli di intesa tra Difesa e Interni».

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