Esplosione a Trebiciano forse causata da un ordigno bellico

Stando alle indiscrezioni non si sarebbe trattato di una fuga di gas, bensì di una deflagrazione dovuta a uno dei residuati bellici detenuti in cantina dal 51enne che purtroppo è deceduto sul colpo

L’esplosione di questa mattina a Trebiciano, intorno alle 9.30 di oggi, 16 marzo, nella villetta al civico 289, non sarebbe stata dovuta a una fuga di gas o malfunzionamento di una bombola, bensì a un incauto armeggiare di un residuato bellico da parte di Dario Terzoni, bidello di 51 anni, lavoratore in una scuola sul Carso triestino. 

L’indiscrezione arriverebbe in seguito ai controlli effettuati dagli inquirenti dei vigili del fuoco e artificieri della Polizia di Stato: le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza della villetta sono andate avanti per ore poichè all’interno del garage dove si è verificata la devastante deflagrazione (che ha ucciso sul colpo la vittima e fatto finire il cancello a ben 25 metri di distanza) erano presenti vernici, solventi e altri residuati bellici che avrebbero potuto esplodere a loro volta; inoltre gli operatori hanno dovuto lavorare con le maschere d’ossigeno a causa dell’aria resa irrespirabile dai fumi tossici. 

Resta al momento disperso il cane lupo cecoslovacco di Dario Terzoni, scappato nel bosco dallo spavento: in caso di avvistamento meglio chiamare la cooperativa Maya. Sul posto anche 118. La villa ora è stata posta sotto sequestro dall’autorita giudiziaria fino completamento delle indagini e operazioni di messa in sicurezza.

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