Minacce, estorsioni e aggressioni a due handicappati: arrestati due triestini

In manette Alessio Battaglia, nato nel 1984, e di Massimiliano Mocolle, nato nel 1974, entrambi con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio: avevano preso di mira una coppia di persone assistite dai Servizi Sociali del Comune facendosi consegnare soldi e gioielli rubati alle famiglie

Avevano preso di mira una coppia di giovani portatori d'handicap (entrambi affetti da difficoltà psicomotorie) e seguite dai Servizi Sociali del Comune di Trieste. Addirittura le due povere vittime erano indotte a percorrere strade alternative o allungare i tragitti per tornare a casa pur di non incontrare i due molestatori Alessio Battaglia, nato nel 1984, e Massimiliano Mocolle, nato nel 1974, entrambi triestini con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, senza un lavoro fisso.

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti alla stampa questa mattina in Questura. La Squadra Mobile giuliana (in foto il nuovo capo Marco Calì e il vice Fabio Soldatich), coordinata dalla Procura di Trieste, all’ennesima richiesta di danaro patita dalla vittima, ha organizzato un servizio di osservazione in centro città (in zona Cavana), arrestando gli esattori al momento della consegna del denaro da parte della ragazza.

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In seguito all'arresto è stata disposta la perquisizione dei due, anche delle abitazioni, dove sono stati recuperati dagli operatori della Polizia bancomat, carte di credito e un codice fiscale, probabili proventi di furto.

L’attività di indagine era scattata dopo che la ragazza aveva segnalato di essere stata vittima di un’aggressione e la preoccupazione espressa dai Servizi Sociali del Comune che la seguono. Gli operatori hanno accertato che i due triestini da tempo le stavano estorcendo del denaro sotto minaccia verbale, ma anche fisica, nei confronti di lei e del suo ragazzo. Addirittura le due vittime sono state costrette a rubare gioielli ai loro stessi genitori.

«L'obiettivo della nostra azione è stato quello di interrompere una condotta spregevole, ma vogliamo anche incentivare la cittadinanza a una sorta di controllo sociale attivo», hanno spiegato i due dirigenti della Mobile.

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